ParchilazioParchilazio

Via dei Lupi
Tappa 8.
Alternativa Nord
Filettino – La Grancia (Morino)

Dopo aver preso la corriera del servizio pubblico che collega Trevi nel Lazio a Filettino, delizioso e turistico borgo dell'Alta Valle dell'Aniene, si prende a camminare seguendo le indicazioni del sentiero 694c che lascia la strada provinciale dalla parte alta del paese e seguendo in prevalenza l'impluvio risale con gradualità in direzione del Valico di Serra S. Antonio.

Quick info

  • Difficoltà: EE
  • Durata: 5h e 20m
  • Distanza: 18,7 Km
  • Dislivello in salita: 729 m
  • Dislivello in discesa: 1.300 m
  • Tipologia: A piedi, Urbano

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Il percorso

Uscendo dalla parte alta del paese, oltre il campo sportivo ed una curva della provinciale, proprio di fronte ad un’ultima abitazione, a destra nasce una strada sterrata poco sotto al piano stradale e che fiancheggia delle altre abitazioni. Poco più avanti, ad una biforcazione si continua dritti sul segnavia 694c che si sviluppa a ridosso dell’impluvio, per fuoriuscire sulla asfaltata in prossimità di un tornante, dal quale ne uscirà seguendo la strada secondaria che conduce verso i residence vicini di Valle Granara. Ai quali però non si arriva perchè si prosegue sempre in direzione circa NW e sempre sul fondovalle, passando anche davanti ad una casetta di derivazione con un testo sul tema dell’andar per sentieri. Passando poco sotto un altro tornante, in località Femia il sentiero si reimmette su di una strada sterrata che si abbandonerà poco più avanti proseguendo, adesso con una pendenza maggiore, in direzione del Valico di Serra S. Antonio che si raggiunge traversando una aperta faggeta. Dal passo a cui ci si arriva anche con la provinciale il percorso si incammina sulla strada bianca principale e al bivio poco più avanti, ove si biforca, si tiene il passo su quella di destra che rimane sul versante occidentale. L’andamento sinuoso segue i fianchi dei pendii con un procedere in falsopiano fino ad uscire sulle radure erbose che circondano la Fonte Moscosa ed il bivio tra sentieri che continuerebbero verso W ed altri verso SE; si prendono quest’ultimi, con la strada, più stretta e rovinata, che sale ancora poco per affacciarsi su un inaspettato e bel pianoro in quota che si traversa per la sua lunghezza. Oltre, la pendenza del sentiero si accentua notevolmente tra faggi altissimi, fino ad affiancarsi ad una pineta sulla sinistra quando il maggior dislivello per raggiungere il notevole belvedere della Madonna del Monte Piano è stato superato. Si ammira l’affaccio sulla estesa Val Roveto e le catene montuose dell’Appennino interno, fino alla Maiella a chiudere l’orizzonte. Da qui in poi l’itinerario, lasciando la cresta ed immergendosi nei boschi di faggi bassi contorti dal vento, perderà quota molto rapidamente per via dei ripidi pendii orientali, che non vanno assolutamente sottovalutati e che richiedono particolare attenzione nel cammino ed una sicurezza del passo che connota l’escursionista esperto e allenato. In particolare, con il terreno bagnato e scivoloso, il percorso può diventare pericoloso, specialmente con zaino pesante e parecchi chilometri e dislivelli “nelle gambe”. Infatti, in poco meno di 2 km di sviluppo del percorso si perdono circa 700 metri di quota altimetrica, con un sottofondo quasi sempre costituito dal sottobosco di foglie e da canalini ripidi. e, nella parte bassa, da passaggi su rocce di primo e secondo grado. Giunti perciò ai salti terminali che permettono di superare gli spacchi rocciosi alla base dei versanti orientali del Monte Piano, della sottocatena dei Càntari, ci si ritrova in una strada sterrata che fiancheggia i campi sportivi. Percorrendola tutta in dolce discesa si arriva al paese di Mèta, frazione alta di Civitella Roveto, uno dei paesi della Val Roveto. Dalla tonda piazza circolare si prosegue per Via del Lavatoio che ci fa uscire dal borgo dal lato S; si incontra un impluvio più marcato, la strada scende con una pendenza maggiore e si continua a destra sulla seconda in direzione dell’abitato con case sparse di Polverelli. La strada, sempre diretta a S, diviene più tortuosa, con dei tornanti, e più stretta traversando pendii coltivati ed una costa erbosa. Si entra dalle case alte nella frastagliata e sviluppata frazione di La Grancia di Morino, immettendosi su Via delle Brecciose che ci condurrà sulla via principale che traversa l’intero paese e che prende i nomi di Via delle Ferriere verso sinistra, in discesa e verso l’abitato di Morino e Via lo Schioppo a destra, in salita verso la sede della Riserva di Zompo lo Schioppo. Il fine tappa è raggiunto!