ParchilazioParchilazio

Via dei Lupi
Tappa 7.
Jenne – Trevi nel Lazio

Tappa di medio impegno, inizia risalendo a monte del paese di Jenne (foto), per proseguire in traverso fino al Volubro dell'Arnaro da cui ci si affaccia su un bell'anfiteatro del versante orografico destro della importante ed incisa Valle del Torrente Simbrivio, primo affluente del Fiume Aniene

Quick info

  • Difficoltà: EE
  • Durata: 5h e 10m
  • Distanza: 13,9 Km
  • Dislivello in salita: 901 m
  • Dislivello in discesa: 709 m
  • Tipologia: A piedi, Urbano

Cerca nella mappa

Con il sentiero si scenderà fino all’impluvio per poi dover risalire, fin quasi alla stessa quota, sul versante opposto dell’ampia valle, che poco più a monte, dove si amplia in uno spettacolare arco quasi circolare, ospita il pittoresco borgo di Vallepietra.

Quindi riguadagnati i metri, il sentiero prosegue con modesti saliscendi fino alla località di Ara Vecchia, antichi coltivi ormai diventati ameni prati pascoli. Traversatili, e risalendo un pò all’intero di un bosco più rado, si scollina con una vista panoramica sul territorio di Trevi nel Lazio, adagiato su un poggio nel tratto dove l’alta Valle dell’Aniene è piuttosto ampia.

Lo sfondo è riempito dalla magnifica sottocatena dei Càntari, con cime che raggiungono e superano i 2000 m (Monte Viglio, Monte Crepacuore, Peschio delle Ciavole e delle Cornacchie) e che è anello di congiunzione tra la catena dei Monti Simbruini e la catena degli Ernici.

Una lunga discesa, anche per un antico tratturo, conduce al borgo di Trevi nel Lazio con la sua bella Torre Caetani (acquerello).

Il percorso

Dalla piazza della Parrocchia di Sant’Andrea Apostolo si risalgono Corso Umberto I e, dall’angolo destro della Chiesa di Madonna delle Grazie, Via del Cimitero, immettendosi poi sulla provinciale Jenne-Livata, che si lascia, per prendere una strada secondaria in ripida discesa, quando ad una curva sinistra la pendenza diminuisce. Il segnavia del Parco è il 681A. Al trivio con altre due strade si prosegue per lo stradello a mò di mulattiera sulla sinistra confinato a destra da un lungo muretto a sassi ricoperto di rovi. Un chilometro circa oltre l’itinerario 681A continua salendo a sinistra, mentre il nostro tracciato diventa un sentiero e prosegue avanti con sali e scendi con andamento sinuoso in traverso, seguendo la morfologia collinare del luogo, fino ad arrivare al Volubro dell’Arnaro e al relativo passo. Si lascia la vegetazione cespugliata per cominciare a ridiscendere nel bel anfiteatro boscato, punteggiato di guglie rocciose, con la vista che spazia verso gli altopiani sullo sfondo e le creste delle montagne più alte che chiudono a SE il parco dei Monti Simbruini. Ad un bivio la Via prosegue a destra disegnando un percorso a zig-zag brevi e piuttosto ripido, perdendo in un breve spazio il notevole dislivello che ancora ci separa dal fondovalle dove scorre il Torrente Simbrivio, affluente di destra del Fiume Aniene. Si arriva su di un prato, con una piccola fonte, si risale la valle lungo la strada provinciale in direzione Vallepietra e si raggiunge l’altra sponda attraversando il carrabile Ponte Castello. Oltre, una sterrata risale subito con decisione il versante orografico sinistro ed poco prima del cancello si prende un sentiero sulla destra, lasciando la strada. Dopo un primo tratto ad andamento trasversale e dolce salita, superando anche un impluvio, sale un pò più marcato sempre nella stessa direzione (circa SSE). Ad una delle radure più ampie curva a sinistra e prende a salire più deciso fiancheggiando il pendio al limitare delle proprietà pratose della azienda agricola che si osserva dall’altra parte della valle. Si terrà questa direzione fino ad intercettare l’ex sentiero, ben evidente e segnato, che proveniva dall’azienda stessa. Quando si supera la spalla morfologica di questo versante il sentiero si orienta in direzione perlopiù SE, si appoggia come pendenze e traversa maggiori zone ombrose fino ad arrivare ai grandi pascoli in località Ara Vecchia. Qui si incontrano e traversano diverse strade bianche, ma si continua nella direzione da cui si proveniva, superando ed aggirando avvallamenti, prati e boschetti. Si risale ancora un costone di Colle Capulati e poco dopo averlo scavalcato e ripreso a discendere per il segnavia 692A, la vegetazione incornicia, laggiù, il bel borgo antico di Trevi nel Lazio, disteso su di una gobba allungata, con la coppia della Torre Caetani e del campanile di una chiesa a mò di alberi maestri e fari d’orientamento.