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Via dei Lupi
Tappa 5.
Cervara di Roma-Livata

Dal paese si ripercorre a ritroso, fino all'Area Faunistica del Cervo, una parte del percorso della Tappa precedente

Quick info

  • Difficoltà: E
  • Durata: 4h e 50m
  • Distanza: 16,7 Km
  • Dislivello in salita: 705 m
  • Dislivello in discesa: 393 m
  • Tipologia: A piedi, Urbano

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Con il sentiero n. 664a, prima su antico tratturo recuperato e poi su una strada sterrata si arriva in Località San Bartolomeo, e traversata la strada principale che sale dall’abitato di Camerata Nuova, visibile in basso, al primo importante impluvio del Fosso Luisa (v’è un ponticello) si inizia a salire con decisione per il sentiero segnato 664c, conquistando una serie di pianori che fanno da anteprima al magnifico e sconfinato Piano di Camposecco (foto) da cui ci sia affaccia dal lato dell’omonimo Rifugio (acquerello).

Traversando per il lato corto seguendo il 673c si entra in una boscosa valle  che porta a I Grottoni, alla località dei Tre Confini e poi a costeggiare un Volubro, ormai alla confluenza di Valle Maiura.

Proseguendo su strada bianca verso destra e dopo aver attraversato il bel pascolo di Campobuffone con una breve salita si raggiunge uil bel belvedere di Passo delle Pecore.

Una discesa più lunga su sentiero e di nuovo su sterrata ci accompagna alla frazione in quota di Livata.

 

Il percorso

Con gli occhi pieni di gratitudine per le tante bellezze storico-artistico -architettoniche che il borgo ci ha regalato, si voltano le spalle a Cervara di Roma per reimmergersi tra gli splendori naturali. Ripercorrendo in senso contrario fino al primo importante impluvio la strada semi-sterrata che condurrebbe all’Area Faunistica del Cervo, proprio alla curva prima della stessa si prosegue sul sentiero largo che coincide con il 664A. Aggirando il Colle Corizza lungo i suoi versanti meridionali si riscende verso la strada bianca in direzione N. La si percorre a destra fino ad intersecarne una più ampia, all’altezza di un ponte, che risale dal paese di Camerata Nuova e che si tralascia per proseguire, quasi con la stessa direzione da cui si veniva, per un’altra strada bianca, che in falsopiano viene modellata dai corrugamenti del versante boscato ed esposto ai quadranti settentrionali. Giunti ad un altro ponticello, da cui da basso risalgono alcuni segnavia che nascono dallo stesso borgo, si lascia la sterrata e seguendo il sentiero inclinato si va verso destra cominciando a risalire l’impegnativo fondovalle. Circa 200 metri più su di quota si condivide il cammino con altri percorsi numerati che provengono da sinistra. Ora tutti assieme proseguono avanti, verso SE, con pendenze molto più dolci e pascoli erbosi sempre più ampi, allungati e che ricoprono l’ariosa e solare sequenza di vallate che si susseguono fin quasi al Rifugio di Camposecco, ove si fondono nella estesissima e spettacolare Piana di Camposecco, espressione dei processi carsici che in questo settore dell’Appennino riescono ad osservarsi in intervalli di pochi anni. Ristorandosi ammirando la maestria dell’arte naturale, la Via prosegue tagliando il lato corto del bordo occidentale della piana in direzione SO circa, tagliando dopo quasi 1 km la dritta strada sterrata che divide quasi a meta il lungo pianoro. Oltre si dirige verso la faggeta, con la traccia del sentiero che diviene via via più evidente man mano che un’incisione valliva assume meglio le sue sembianze. Si tralascia sulla destra il segnavia 663 che condurrebbe verso la frazione in quota di Campaegli, si riesce sui prati in prossimità di un volubro in località Tre Confini. Poco più avanti ci si immette su un altra ampia strada sterrata percorrendo il ramo che va a destra verso i quadranti meridionali di questo settore di Parco. Poco dopo essere rientrati nella faggeta la strada curva a destra e si continua su quella che sale ripida davanti, sempre verso S-SO, ritrovandosi sul bordo di un altro ameno pascolo (Campobuffone) che si traversa per la sua lunghezza fino a culminare sul Passo delle Pecore, ove due pittoreschi esemplari di faggi isolati incorniciano il magnifico belvedere verso alcuni versanti occidentali dell’Area Protetta. Una discesa a brevi svolte abbastanza sostenuta ed un ultimo tratto di 2 km su strada sterrata un pò sconnessa e si arriva alla località turistica di Monte Livata, frazione in quota di Subiaco, paese più grande del Parco dei Monti Simbruini.