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Via dei Lupi
Tappa 4.
Riofreddo – Cervara di Roma

Nuova giornata, nuove montagne, preludio di una quartetto di tappe che attraverseranno per la sua maggiore lunghezza il Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, affascinante area protetta dell'Appennino laziale. Tappa molto aerea!

Quick info

  • Difficoltà: E
  • Durata: 4h e 15m
  • Distanza: 14,8 Km
  • Dislivello in salita: 828 m
  • Dislivello in discesa: 445 m
  • Tipologia: A piedi, Urbano

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Dopo aver salutato l’ameno paese di Riofreddo situato nella stretta della valle, si scende un pò fino all’impluvio. Oltre, una salita anche sostenuta permette di raggiungere l’abitato di Oricola, non senza aver ammirato dall’alto delle estese praterie, la media valle dell’Aniene con il borgo più grande di Arsoli.

Proseguendo su di un bel crinale lo sguardo può spaziare sui tanti profili di alcune delle più suggestive e frequentate montagne dell’Appennino del centro Italia. Si traversa su di un fianco il Monte San Fabrizio e proseguendo sempre sull’ampio e morbido spartiacque (foto) si ammira l’estesa Piana dei Cavalieri con i suoi innumerevoli paesi.

Alternando radure e faggete si entra nel territorio del Parco dei Monti Simbruini e prima di arrivare a Cervara di Roma vi consigliamo la visita all’area faunistica del Cervo, un pò dopo aver superato il Rifugio di Prataglia.

Il percorso

Salutando il bel borgo di Riofreddo, uscendone risalendo Via Valeria posta accanto alla sede del municipio, svoltando a sinistra per Via Giuseppe Garibaldi che diventa Via Castiglione, comiciando a scendere a svolte, fuori dall’abitato, al principio di alcuni pollai. Persa la quota, guadando il fossato all’altezza di un grande albero, si prosegue in piano su strada sterrata. Dopo una casa in prossimità del viadotto dell’autostrada si svolta a sinistra e al successivo bivio si va a destra sottopassando in sequenza l’alto viadotto stradale, e più avanti quello ferroviario. Si esce su uno spiazzo e tralasciando la strada con sbarra che sulla sinistra risale si continua dritti delimitando un prato in direzione dell’ultimo sottopasso che permette di superare in sicurezza anche la strada regionale Tiburtina Valeria SR5. Facendo attenzione ai segnavia biano-rossi si prende a risalire gradualmente con un traverso in diagonale sinistro che tagia il versante in prevalenza erboso e cespugliato che si affaccia sopra la strada regionale. Giunti quasi sullo spartiacque, con il versante opposto coperto da conifere, il sentiero sale con maggiore decisione con zig-zag più o meno ampi, lo stesso versante scoperto e poco alberato. Più su, con prati sempre prevalenti biosgna andare avanti risalendo ampie valli e rimanendo non lontani dall’ampio crinale che separa dal pendio boscato e dove un muretto a secco piuttosto continuo è un buon elemento d’orientamento. La direzione è circa ESE. Ridiscendendo verso Oricola, sempre su di un versante spoglio, si costeggia il bordo meridionale del paese lungo Via Quartiere, che dall’ampio tornante sale inizialmente piuttosto decisa, per poi poggiarsi all’incrocio con Via S. Rocco e fino al Cimitero. Qui si segue la strada carrabile a destra e dopo circa 1 km inzia, sulla sua destra, il sentiero che sale su dei dossi erbosi, e con direzione SE, va avanti, taglia una piana con una strada sterrata nel mezzo, traverso un boschetto e prende a salire, sempre allo scoperto, con maggiore inclinazione. Si incontrano con maggiore frequenza tratti boscati sino ad uscire su di un crinale più netto. Si prosegue linearmente su pascoli prevalenti traversando quasi in piano il versante occidentale di Monte San Fabrizio, giungendo su di un’ampia sella all’altezza di una linea elettrificata ed una strada che risale i versanti orientali di Rocca di Botte. Da qui, proseguendo nella stessa direzione da cui si è provenuti, si cammina sul lungo e spanciato dosso di cresta, intercalando prati e boschi, dove ormai prevale il faggio. Qui la direzione prevalente è SSE e bisogna prestare attenzione alla stessa e ai segnavia perchè la morfologia di valli e dossi si ripete con una certà similarità. Quando il pendio scoperto si inclina di più, il sentiero si si addentra, con un traverso diagonale destro verso SO sui versanti ricoperti di faggete e seguendo i segnavia riesce, superato un buon dislivello, su belvederi sempre più estesi. Si sta entrando nel Parco dei Monti Simbruini dal settore settentrionale di Colle Civitella (~ 1150 m). Superando ancora un impluvio e tagliando versanti con traversi a pendenze variabili e di nuovo verso i quadranti SSE, quasi a limitare di un lungo versante scoperto ed un bosco di faggi, ci si immette sul segnavia 661 che proviene dalla Loc. La Prugna e che ci guiderà sino al Rifugio di Prataglia