Uomo e Territorio

Santuario della SS. Trinità
Nella foto: Santuario della SS. Trinità

Santuario della SS. Trinità

La piccola chiesa della SS. Trinità, mèta di numerosi pellegrinaggi, sta a ridosso della grande parete rocciosa del Colle della Tagliata, sul Monte Autore, incavata in una grotta naturale, modificata nel tempo. Il Santuario, a pochi chilometri da Vallepietra, è aperto da maggio a ottobre. In paese è possibile visitare il Museo e Centro di documentazione di Vallepietra e Santuario della SS. Trinità (0774 899084- 338 4485253), con apertura tutto l’anno (9,00-12,00 e 15,00-17,00) ad ingresso libero.

Le origini del Santuario sono attribuite, dal Buonaiuti e dal Tucci, a monaci orientali o eremiti, arrivati prima di S. Benedetto. Tale ipotesi sembra avvalorata dall’atteggiamento benedicente delle “Tre Persone”, assolutamente identiche, rappresentate nel Santuario, e dalla toponomastica dei luoghi: il monte di fronte al santuario, fino al secolo scorso, era noto come Monte Sion; mentre il paese più vicino, sul versante abruzzese, porta il nome di Cappadocia. D’altra parte, lo studioso Filippo Caraffa smentisce il culto della SS. Trinità presso la chiesa orientale e attribuisce la fondazione del santuario a S. Domenico di Sora, in base ad alcuni documenti relativi alla donazione di beni, fatta alla chiesa della Trinità (“sita in petra imperatoris”). Mentre A. M. di Nola ritiene che il santuario sia di origine cronologica incerta e lo fa risalire ai secoli X-XII. All’interno del Santuario sono presenti affreschi molto antichi collocati sulla parete occidentale, ancora oggi oggetto di studi e di attenzione artistica per la loro particolarissima iconografia. Rappresentano la Trinità, nella parte alta, e resti di un ciclo sui lavori stagionali in quella bassa. L’affresco della SS. Trinità, che si fa risalire al XII sec., è incorniciato da una fascia di foglie e fiori, al cui interno sono raffigurate le “Tre Persone”, perfettamente uguali, solennemente sedute. Ognuna ha un libro aperto nella mano sinistra e con la destra benedice alla maniera greca, unendo il pollice all’anulare. Della stessa epoca ed ugualmente di stile bizantino sono gli altri affreschi, posti sulla parete orientale, raffiguranti il monaco benedettino Domenico da Foligno, S. Giuliana di Bitinia, l’Annunciazione, la Natività, l’Adorazione dei Magi e la Presentazione. Mentre si fanno risalire al secolo XV gli affreschi delle due Madonne con Bambino, di S. Antonio Abate e del volto di santo non identificabile.

L’affresco della SS. Trinità, come anche gli altri sulle due pareti, presentano nell’intonaco filamenti di paglia, secondo un uso tipicamente orientale.