
Alla Fiera dell'Archeo-Agricoltura, il Direttore De Marchis evidenzia il ruolo delle aree protette nella tutela di archeologia e paesaggio, tra scavi e tradizioni agricole. Presente anche uno stand del Parco con i prodotti del vivaio.

Il Parco Naturale Regionale dei Monti Aurunci ha preso parte alla tavola rotonda "Verso una Rete Archeo-agricola del Mediterraneo", organizzata nell'ambito della Fiera dell'Archeo-Agricoltura dei Territori del Mediterraneo, in corso a Pompei dal 15 al 17 aprile 2026, nell'omonimo Parco archeologico. Questo appuntamento è uno spazio di incontro tra patrimonio culturale, paesaggio e produzioni agricole dei territori mediterranei.
A intervenire per il parco è stato il Direttore Giorgio De Marchis, che ha richiamato il ruolo centrale delle aree naturali protette nella custodia integrata del patrimonio ambientale, paesaggistico e archeologico. Nel suo intervento, il Direttore ha sottolineato come i parchi non siano soltanto luoghi di tutela, ma veri presìdi di conoscenza, ricerca e valorizzazione dei territori, soprattutto in contesti esposti agli effetti dell'antropizzazione.
Particolare attenzione è stata dedicata ai progetti di scavo archeologico presenti nel Parco, che rappresentano un patrimonio essenziale per ricostruire la storia insediativa, produttiva e culturale dei Monti Aurunci. In questo quadro è stato richiamato, in particolare, il valore delle ricerche nel territorio del Parco e degli studi che, a partire dai dati archeologici, aiutano a comprendere anche le abitudini alimentari del passato, offrendo elementi preziosi per leggere in chiave contemporanea il rapporto tra comunità, paesaggio e risorse locali.
Il Direttore ha quindi evidenziato la necessità di riprendere studi, pratiche e tecniche tradizionali che per secoli hanno modellato il territorio e sostenuto le economie locali. Tra questi esempi, è stata ricordata la coltivazione dei grani antichi, con riferimento al grano Serena coltivato nell'area del Parco, così come l'importanza dei muretti a secco, non solo nella salvaguardia del paesaggio storico rurale, ma anche come elemento funzionale delle tecniche di coltivazione e della cura del suolo.
Nel corso della tavola rotonda, Giorgio De Marchis ha inoltre espresso convintamente la disponibilità del Parco a contribuire alla costruzione di una rete territoriale che guardi in particolare all'area affacciata sul Tirreno, nella consapevolezza che proprio qui il ruolo delle aree protette sia decisivo per la tutela del patrimonio archeologico, per la continuità degli studi e per la difesa dei paesaggi storici dalle trasformazioni più aggressive.
La presenza del Parco alla Fiera prosegue anche nello spazio espositivo, dove siamo presenti con uno stand dedicato ai prodotti del vivaio, a testimonianza di un impegno che unisce tutela della biodiversità, valorizzazione del territorio e promozione delle produzioni legate all'identità dei Monti Aurunci.
Il confronto avviato a Pompei conferma quanto sia importante mettere in relazione ricerca archeologica, saperi agricoli, paesaggio e comunità, per costruire visioni condivise di sviluppo sostenibile e di valorizzazione dei territori del Mediterraneo.