
Entra nel vivo il piano anti-erosione

È dal 2021 che l’Ente Monti Cimini ha affrontato una serie di analisi e ricerche per conoscere nel dettaglio il territorio attorno al lago di Vico: grazie a questa fase preparatoria è dunque oggi possibile attuare un massiccio piano di intervento, grazie ad ulteriori tre milioni di euro del Governo e 500mila della Regione Lazio che saranno impegnati per salvaguardare il lago. Si spera, in questo modo, di invertire un processo di degrado che da anni interessa tutta la caldera: un bacino non inquinato certamente, ma che è comunque colpito da fenomeni di eutrofizzazione, con l’occasionale fioritura di alghe.
Alla luce della sentenza del Consiglio di Stato n. 3945/2024 che impone l’adozione di misure urgenti atte a contrastare la compromissione dell’habitat ed il ripristino delle condizioni precedenti, la Regione Lazio non si è fatta attendere, attivando un piano di interventi in accordo con il Governo e assieme alle comunità locali. Per il ripristino ambientale sono stati stanziati fondi pubblici pari a tre milioni e mezzo di euro a favore dell’Ente Parco, soggetto attuatore degli interventi attualmente allo studio.
Il piano d’intervento dell’Ente Monti Cimini – Riserva Naturale Lago di Vico, realizzato sulla base degli studi dell’Università della Tuscia, è stato presentato questa mattina a Viterbo in una conferenza alla presenza di Fabio Ciciliano, capo dipartimento della Protezione Civile e Commissario straordinario nazionale per l’adozione di interventi urgenti connessi alla scarsità idrica, del presidente dell’Ente Monti Cimini Alessandro Pontuale, del presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera dei deputati on. Mauro Rotelli, della vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, del capogruppo di Fratelli d'Italia al Consiglio regionale del Lazio Daniele Sabatini, del presidente della Commissione Ambiente e Agricoltura della Regione Lazio Giulio Zelli, del direttore dell’Ente Monti Cimini Eugenio Monaco e del responsabile del settore Naturalistico forestale dell’Ente Giuseppe Puddu.
Come ha sottolineato Ciciliano “Il lago, di straordinario valore ambientale e paesaggistico, soffre soprattutto per l’erosione ed il trasporto di terreno, sedimenti e nutrienti verso il bacino, un problema aggravato dal ricambio molto lento delle acque, stimato in circa vent’anni, che favorisce fenomeni di eutrofizzazione e proliferazione di ciano batteri”.
Gli ulteriori fondi stanziati dalla Regione serviranno per avviare un piano articolato in cinque interventi ritenuti di importanza strategica: 1) la prevenzione dell’interramento del lago, 2) uno studio del bilancio idrico del bacino, 3) la realizzazione di tre nuove vasche di sedimentazione e fitodepurazione, destinate a intercettare terra e nutrienti prima che raggiungano il lago, ed infine l’ammodernamento dell’“Abboccatore”, l’emissario dello specchio d’acqua, con l’installazione di nuove paratie elettromeccaniche (4), ed attivando un controllo da remoto (5) che consenta il monitoraggio costante delle portate. Il piano opererà a più livelli, interessando difesa del suolo, agricoltura, gestione della risorsa idrica, monitoraggio e rinaturalizzazione.
“Non si tratta semplicemente di intervenire sul lago, ma sull’intero sistema che lo alimenta”, hanno spiegato Alessandro Pontuale ed Eugenio Monaco, rispettivamente presidente e direttore dell’Ente Monti Cimini. “Il nostro obiettivo è ridurre alla fonte l’erosione e l’apporto di nutrienti, gestire meglio la risorsa idrica e creare le condizioni per un progressivo recupero della qualità delle acque e dell’habitat come richiesto dalla sentenza del Consiglio di Stato: un obiettivo impegnativo, da attuarsi mediante un progetto di ampio respiro che ci prefiggiamo di portare avanti con associazioni ed agricoltori, al fine di collaborare, tutti insieme, per la salvaguardia del nostro bacino e delle produzioni di eccellenza della nocciole”.
“Inoltre questi ulteriori tre milioni e mezzo di finanziamento – hanno aggiunto – serviranno anche ad accelerare e valorizzare le azioni già da tempo messe in atto dalla Regione, dalle Amministrazioni locali e dagli stessi agricoltori, nella direzione del risanamento della qualità del bacino idrico”.
“Il lago di Vico - hanno sottolineato più volte – pur restando uno tra i più balneabili del Lazio, è minacciato da un’emergenza ambientale legata alla diminuzione della biodiversità”.
“La sfida è di passare ora dalla fase di contenimento a quella più ambiziosa: invertire il degrado e restituire al Lago di Vico condizioni ambientali più sicure e sostenibili”, ha concluso il Presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera dei Deputati Mauro Rotelli.
Dopo la conferenza stampa di Viterbo, il Capo Dipartimento della Protezione civile Ciciliano, l’on. Rotelli, i Consiglieri regionali Sabatini e Zelli, hanno visitato l’area protetta e la sede dell’Ente Monti Cimini guidati dai vertici Pontuale e Monaco.