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Via dei Lupi
Tappa 14.
Anello Ramo Est
Santuario Madonna di Val Canneto – Civitella Alfedena (via Valle Iannanghera)

Tappa molto lunga, con tratti molto differenti nell'impegno che richiede, ma bellissima per la sua varietà di panorami e ambienti!

Quick info

  • Difficoltà: EE
  • Durata: 4h e 4m
  • Distanza: 16,4 Km
  • Dislivello in salita: 1.240 m
  • Dislivello in discesa: 1.170 m
  • Tipologia: A piedi, Urbano

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Lasciando i grandi prati che circondandono il Santuario di Madonna di Val Canneto si comincia a risalire, su comoda strada bianca, lungo il fondovalle. Lasciata sulla sinistra una deviazione per il Rifugio-ristoro, si prosegue avanti entrando nel bosco. Più avanti si tralascia la deviazione sulla destra per le cascate dove amava meditare e leggere Papa Giovanni paolo II, Karol Wojtyla e dove si trova una scultura a lui dedicata. Si raggiunge infine un prato con Rifugio.

Si continua a salire gradualmente anche con dei tornanti laddove, in quello più in alto, parte verso sinistra il sentiero del Parco O3. Ancora un pò e il bosco lascia più spazio alle chiarie, la strada bianca si avvicina al corso d’acqua e si osservano gli alti versanti che delimitano la valle ricoperti da immense faggete.

Si è non lontano  dal punto più in alto del fondovalle, in località tre confini, dove il sentiero si divide in due, uno che prosegue verso il passo come segnavia F2 e che permette di ridiscendere entrando nella Val Fondillo e, quello che si deve seguire, l’O5, che continuando a salire per altri quasi 500m di dislivello arriverà ad affacciarsi sul magnifico Passo di Forca Resuni, dov’è l’omonimo Rifugio.

La salita molto impegnativa regala scorci sempre più vasti via via che si sale, traversa un bosco di pini nella parte sommitale e poi raggiunge il valico. Dall’altra parte la Valle Iannanghera e gli ampi orizzonti ripagano della grande fatica!

Il sentiero K6 scende con dei tornanti e poi dopo un lungo percorso nella parte boscata della Valle Iannanghera si prenderà a sinistra l’I4 che si svilupperà con un tragitto piuttosto in sali-scendi e con traverso sinistro in falsopiano.

Si arriverà così al paese dove negli anni ’70 del passato secolo fu costruita una delle prime Aree Faunistiche che ospitò il Lupo!

La Via dei Lupi non poteva non raggiungere questi posti dove si è scritto uno dei più significativi capitoli della conservazione in Italia e che ha permesso di salvare dall’estinzione questo grande predatore!

 

Il percorso 

Dal piazzale antistante il Santuario prende avvio la lunga e molto impegnativa ultima tappa, ricca di diversità e che, giunti alla méta stanchi, ripagherà delle tante fatiche superate per arrivare fin qui. Il segnavia da seguire, l’F2, coincide per buona parte della Val Canneto anche con il SI (Sentiero Italia). Lo sviluppo della lunghissima valle verso nord con i suoi imponenti versanti coronati, in particolare quello orientale, da un’infilata di picchi e cime tra le più alte e belle dell’intero territorio del Parco, si possono soprattutto ammirare al principio, quando il sentiero cammina ancora tra i prati del fondovalle. Infatti, dopo aver superato il vecchio rifugio Bartolomucci ora adibito a ristoro (I due orsi) e pochi tornanti della strada bianca, ci si immerge nella sconfinata faggeta che ricopre la maggior parte dei fianchi ed il centro della valle. Più avanti sulla destra parte un sentiero che conduce sulla riva del torrente Acquanera all’altezza della cascata lo Schioppaturo ora dedicata a Giovanni Paolo II, a memoria della visita del Papa si trova una lapide a forma di libro. Si prosegue sempre sulla strada non vedendo ma sentendo lo scorrere dell’acqua fino ad arrivare ad una radura sulla sinistra su cui sorge il Rifugio Acquanera. Poco oltre sempre da sinistra giunge il sentiero O3 che scende dalle cime della Serra delle Gravare. Ancora avanti e al primo tornante il percorso prosegue dritto sul sentiero che taglia una radura piuttosto ampia e con una pendenza un pò più decisa, fino a reimmettersi sulla stessa strada sterrata, un pò più a monte. La pendenza si addolcisce e l’itinerario si avvicina al torrente. Il bosco si sfrangia lasciando il posto con sempre maggiore frequenza a radure punteggiate da grandi faggi isolati. Ormai si è in prossimità della località Tre Confini punto di incrocio tra l’F2 che continua verso il Valico Passaggio dell’Orso e poi la bella ed ampia Val Fondillo e l’O5, che con il superamento di circa 500 m di dislivello ci condurrà ai 1952 m di Forca Resuni, quota più alta della tappa. La salita risulta assai impegnativa perchè molto costante e sostenuta, con la parte bassa che si sviluppa in brevi tornanti che divagano nella faggeta sempre più rada, quella intermedia con anche ginepri e qualche pino ed infine sui pascoli oltre il limite boscato che permettono di spaziare con lo sguardo sull’infilata di dirupi e ripidi pendii erbosi delle cime dei Monti della Meta. L’arrivo alla sella di Forca Resuni, che ospita il Rifugio omonimo, è un belvedere di straordinaria vastità e bellezza, al suo fianco la sentinella del Monte Petroso, che con i suoi 2249 m è una delle cime più alte del Parco Nazionale. La lunga discesa che ci condurrà alla méta della tappa e dell’intera Via dei Lupi si snoda seguendo il K6 che nella parte alta attraversa la Valle Risione e poi continua nella più nota Valle Iannanghera. Il sentiero inizia a scendere con una serie di piccoli tornanti divagando tra pascoli montani e pietraie spostandosi verso destra e perdendo quota piuttosto rapidamente. Entra nel bosco e solo dopo altri 200 m di dislivello perso la pendenza diminuisce; si traversa una chiaria sul suo lato destro, si rientra nel bosco e si è ora nella Valle Iannanghera. Si va avanti e poi si giunge ad una sterrata ove si continua a camminare e non lontano dal luogo dove la valle si trasforma in una morfologia di un conoide di versante si incontra prima sulla destra la Sorgente di Valle Iannanghera e poi un trivio tra sentieri del Parco; si deve deviare a sinistra per il segnavia I4, lasciando il K6 e ignorando il J2. In quest’ultimo e ancora piuttosto lungo tratto, circa 3 km, si devono affrontare dislivelli di poco conto, con un disegno che vede l’itinerario aggirare tutta la base del versante di Monte dei Quadri che guarda verso il Lago di Barre. Il bosco lascia sempre più spazi ad una vegetazione più varia, anche arbustiva, fino a lambire, ormai quando quasi giunti al fine tappa, i muretti a secco di confine con i coltivi. L’entrata dall’alto a Civitella Alfedena, piuttosto intuitiva nel comprendere la direzione da prendere per arrivare al centro, permette anche di passare davanti al Museo del Lupo, dove si può recuperare l’ultimo timbro da apporre sul Diario di Viaggio del Viandante (cosiddette Credenziali). Un documento che se riempito interamente sarà un ricordo permanente di questa lunga, unica e splendida avventura, iniziata diversi giorni addietro da Tivoli. Buona nostalgia e viva l’armonia tra noi, i lupi e la Natura tutta!