
Nuovo vasto incendio a Pratarena (Monte Compatri)


Domenica 16 agosto una nuova giornata di fuoco ha colpito l'area protetta. Evacuazioni a scopo precauzionale e imponenti forze in campo per domare le fiamme.
Il Parco regionale dei Castelli Romani fa nuovamente i conti con la devastazione degli incendi boschivi. Nel pomeriggio di domenica 16 agosto, un nuovo e vasto rogo è divampato sul versante di Pratarena, nel territorio comunale di Monte Compatri (RM), a pochi giorni dal precedente rogo che avevano già messo a dura prova l’area del Tuscolo.
Le fiamme, favorite dalle alte temperature e dalla fitta vegetazione di sterpaglie, si sono propagate rapidamente, spingendosi pericolosamente a ridosso delle abitazioni. Per garantire la massima sicurezza dei residenti, si è reso necessario procedere all'evacuazione temporanea di alcune case, e degli animali della Collina degli Asinelli, che sono stati liberati e portati presso il Convento di San Silvestro, in attesa che vengano risistemate le recinzioni danneggiate dal fuoco.
Immediata la macchina dei soccorsi: sul posto è scattato un ingente dispiegamento di forze che ha visto cooperare fianco a fianco i Vigili del Fuoco, numerosi gruppi di Protezione Civile del territorio, i Guardiaparco e i direttori delle operazioni di spegnimento, supportati in modo determinante dall'intervento dei mezzi aerei (elicotteri e canadair) che hanno effettuato numerosi lanci d'acqua dall'alto per arginare il fronte del fuoco. Presenti sul posto anche il direttore dell’Ente Parco e il sindaco di Monte Compatri.
La vicinanza con il precedente episodio registrato nei giorni scorsi, che ha interessato la zona della Molara tra Grottaferrata e Monte Compatri, rafforza drammaticamente l'ipotesi della matrice dolosa, un atto criminale che colpisce sistematicamente il cuore verde e il patrimonio archeologico e paesaggistico dei Castelli Romani.
Le autorità competenti hanno già avviato le indagini del caso per risalire agli autori di questo scempio. Si ricorda che, ai sensi dell’articolo 423-bis del Codice Penale, le pene per chi provoca incendi boschivi sono state severamente inasprite: nei casi di dolo, la reclusione prevista va da un minimo di 6 a un massimo di 12 anni, oltre al carcere, i responsabili devono risarcire tutti i danni causati (compresi i costi di spegnimento, bonifica e ripristino ambientale).
"Quello a cui abbiamo assistito è l'ennesimo oltraggio intollerabile al nostro territorio - commenta il presidente del Parco avv. Ivan Boccali - non ci saranno sconti per chi distrugge il patrimonio dei Castelli Romani: confidiamo nelle indagini affinché i responsabili paghino severamente”.