
Stato delle attività e primi risultati

Si è conclusa la prima fase del progetto di monitoraggio della chirotterofauna del Parco regionale dei Castelli Romani, realizzato nell’ambito della collaborazione scientifica tra il Parco e il CNR – Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri (CNR-IRET).
Le attività, svolte tra gennaio e maggio 2026, hanno riguardato il controllo dei principali siti di ibernazione presenti nel territorio del Parco, con l’obiettivo di aggiornare le conoscenze sulle specie di chirotterofauna presenti e raccogliere dati utili alla loro conservazione.
I sopralluoghi, effettuati con il supporto dei Guardiaparco e secondo protocolli a basso impatto per limitare il disturbo agli animali, hanno interessato alcune cavità di particolare interesse naturalistico, tra cui l’Emissario del Lago di Nemi, la Grotta nel Bosco del Piantato e la Grotta dell’Artemisio.
Nel corso del monitoraggio sono stati censiti complessivamente 140 individui appartenenti a tre specie di chirotteri:
135 esemplari di Rhinolophus ferrumequinum (Ferro di cavallo maggiore);
4 esemplari di Rhinolophus hipposideros (Ferro di cavallo minore);
1 esemplare di Myotis capaccinii (Vespertilio di Capaccini).
I dati raccolti confermano l’elevato valore naturalistico del territorio del Parco per la conservazione dei chirotteri, in particolare per specie considerate vulnerabili o in pericolo secondo la Lista Rossa IUCN dei vertebrati italiani.
Particolarmente significativa è risultata la riconferma della Grotta nel Bosco del Piantato come importante sito di ibernazione del Ferro di cavallo maggiore (Rhinolophus ferrumequinum), con numeri in linea con i dati storici raccolti negli anni precedenti. Di rilievo anche la presenza del Vespertilio di Capaccini (Myotis capaccinii ), presso l’Emissario del Lago di Nemi, specie considerata “in pericolo” a livello nazionale.
Il confronto con le indagini pregresse ha inoltre evidenziato una continuità di utilizzo di alcuni rifugi storici da parte delle specie monitorate, confermando l’importanza di mantenere condizioni di tutela e basso disturbo nelle cavità naturali del territorio.
Da giugno 2026 il progetto entrerà nella seconda fase, dedicata al monitoraggio acustico della chirotterofauna. Le nuove attività permetteranno di approfondire le conoscenze sulla distribuzione delle specie, sull’utilizzo degli habitat e sui movimenti dei chirotteri durante il periodo primaverile-estivo.
“Il monitoraggio della chirotterofauna – dichiara il presidente del Parco, avv. Ivan Boccali - rappresenta un’attività fondamentale per conoscere e tutelare la biodiversità del nostro territorio. I risultati raccolti confermano il grande valore naturalistico del Parco dei Castelli Romani e l’importanza di proseguire nelle attività di studio, conservazione e sensibilizzazione ambientale. La presenza di specie particolarmente vulnerabili testimonia la qualità degli habitat presenti e rafforza il nostro impegno nella protezione degli ecosistemi del Parco”
Il progetto rappresenta un importante passo avanti nelle attività di studio e conservazione della biodiversità del Parco, contribuendo alla definizione di future strategie di tutela degli habitat e delle specie.