Foto di Christian Angelici
Nella foto: Foto di Christian Angelici

Falco pellegrino

Falco Pellegrino

Nome scientifico: Falco Peregrinus

Il Pellegrino è un grande falcone specializzato nella predazione in volo di altri uccelli.

Possiede un'apertura alare da 95 a 110 cm, una lunghezza compresa tra i 36 e 48 cm (coda 10-13 cm), un peso medio dai 400 ai 1000 gr (la femmina è fino al 15% più grande del maschio).

Gli esemplari maschi hanno la stessa livrea delle femmine. Piumaggio grigio-ardesia superiormente, e beige pallido con sottili strie trasversali scure inferiormente. La testa è nera, il capo arrotondato, il becco giallo e adunco, mustacchi larghi e neri, gola e lati del collo bianchi.

Le ali sono lunghe ed appuntite, le zampe gialle e molto robuste, gli artigli affilati. I giovani esemplari, superiormente hanno un colore ardesia marrone, inferiormente crema, con gocciolatura scura e fitta, testa e mustacchi bruno scuri.

Incarnazione per gli egizi del dio Horus, impiegato in falconeria sin dai primi secoli del Medioevo, il Pellegrino è sicuramente il più spettacolare dei rapaci. Il suo volo è potente e veloce, con battiti non molto profondi. In volteggio e scivolata le ali sono piatte o leggermente abbassate, vola controvento e sa sfruttare le correnti ascendenti,

Durante la caccia, una volta avvistata una preda (anche a più di 1 km di distanza), si getta in picchiata ad ali chiuse a velocità che possono superare i 300 Km/h, cogliendola di sorpresa.

Il Pellegrino non si getta direttamente sulla vittima (l'urto gli spezzerebbe le zampe), la ferisce sfiorandola con l'artiglio posteriore, per poi finirla in volo, oppure a terra con un colpo di becco. Si nutre prevalentemente di piccoli uccelli come la pispola, la ghiandaia, il colombaccio; occasionalmente di piccoli mammiferi terrestri malati quali pipistrelli, insetti, roditori rettili. 

Il suo territorio varia dai 40 ai 200 Km quadrati. Generalmente nidifica in piccole cavità inaccessibili ai predatori sui fianchi delle rupi (fino ai 1500 m. nel Centro Europa), sistemandole con erbe e rametti. Se non trova rocce adatte, occupa il nido di altri uccelli costruiti su alberi molto grandi.

Nel Lazio nidifica comunque in diversi ambienti: dalle falesie costiere alle pareti rocciose in zone montane, dalle scarpate tufacee a quelle di arenaria, nonché su edifici in aree urbane e industriali.

Gli adulti occupano il sito riproduttivo già in gennaio-febbraio e la deposizione delle uova (generalmente 3 o 4) avviene tra marzo e aprile.

Vengono covate per 28/33 giorni da entrambi i sessi. I giovani esemplari si involano dopo circa 40 giorni.

Il Pellegrino è diffuso in quasi tutto il Mondo. Nel Lazio è sedentario anche se in Inverno aumenta di numero per l’arrivo di individui dalle regioni più settentrionali.  

In passato il Pellegrino ha subito un declino preoccupante principalmente a causa del bracconaggio e del furto di uova e piccoli dal nido. Attualmente queste attività illegali sembrano in diminuzione o almeno è migliorato il controllo delle stesse e quindi la specie è in forte incremento