Parco Naturale Regionale

Monti Simbruini

Il perimetro dell'area protetta riportato su google maps è puramente indicativo e non ha valore probatorio o giuridico.
Per la perimetrazione aggiornata delle aree protette della Regione Lazio clicca qui

L'Area Protetta

Il Parco Regionale dei Monti Simbruini istituito con L.R. 29 gennaio 1983, n. 8 (B.U.R. 28 febbraio 1983, n. 6); L.R. 14 luglio 2014, n. 7 (B.U.R.15 luglio 2014, n.56); L.R. 16 novembre 2015, n. 15  (B.U.R. 17 novembre 2015, n. 92), è delimitato a ovest e nord-ovest dalla Valle dell'Aniene, a sud-ovest da quella del Sacco, a est dal confine abruzzese (monti Simbruini d'Abruzzo e monti Carseolani), a sud-est dai monti Ernici. Si estende su circa 30.000 ettari e per la sua vastità rappresenta la più grande area protetta del Lazio. Montagne vere, quelle … leggi tutto

Il Parco Regionale dei Monti Simbruini  istituito con L.R. 29 gennaio 1983, n. 8 (B.U.R. 28 febbraio 1983, n. 6); L.R. 14 luglio 2014, n. 7 (B.U.R.15 luglio 2014, n.56); L.R. 16 novembre 2015, n. 15  (B.U.R. 17 novembre 2015, n. 92), è delimitato a ovest e nord-ovest dalla Valle dell'Aniene , a sud-ovest da quella del Sacco, a est dal confine abruzzese (monti Simbruini d'Abruzzo e monti Carseolani), a sud-est dai monti Ernici. Si estende su circa 30.000 ettari e per la sua vastità rappresenta la più grande area protetta del Lazio.

Montagne vere, quelle alle spalle di Cervara, Subiaco e Filettino, con le cime maggiori come il Viglio, il Cotento, il Tarino, che sfiorano o superano i 2000 metri. Sono montagne ricche di paesaggi integri, di fauna e flora, di storia e arte. I boschi, per la vetustà degli alberi e le associazioni vegetali presenti, sono di grande fascino ed elevato valore naturalistico.

L'acqua è sicuramente uno degli elementi caratterizzanti di questo territorio. Non a caso il nome stesso dei monti deriva dal latino sub imbribus, ossia "sotto le piogge": ne cadono più di 2000 mm annui contro gli 800 di Roma. Gli abbondanti rovesci e le nevi, insieme all'ambiente carsico reso manifesto da inghiottitoi, doline e profonde grotte, hanno creato infatti le condizioni per un sistema di sorgenti pedemontane da cui ancora oggi viene prelevata acqua potabile. Arricchiscono e completano questo considerevole patrimonio idrico il fiume Aniene e il torrente Simbrivio.

News e comunicati
Ospitalità
Seguici su
Itinerari