Riserva Naturale Statale

Saline di Tarquinia

Natura in Riserva Naturale Statale Saline di Tarquinia

La natura del Parco

L'Area Protetta si estende per circa 170 ettari sul litorale di Tarquinia, a comprendere per la maggior parte una serie di vasche di acqua salata di profondità variabile tra i 10 centimetri e un metro.

Realizzate a scopo produttivo, le vasche sono soggette a forte riscaldamento dell'acqua in particolare nei mesi estivi e quindi a elevata evaporazione. Un fosso separa le vasche dai terreni circostanti, mentre tra queste e il mare si eleva una duna costiera in progressiva erosione.

Il sito si trova sulla fascia costiera del Lazio settentrionale, caratterizzata da litotipi olocenici (nella scala del tempo geologico l'Olocene è l'epoca più recente dell'era quaternaria, da 10.000 fa ad oggi), marini e continentali, alle spalle dei quali si sviluppano i terrazzi del Quaternario.

Per sua natura ostile allo sviluppo della vegetazione, dal delicato equilibrio idrogeologico, l'ambiente delle saline è colonizzato da specie cosiddette "pioniere" (per l'elevata capacità di adattamento) come la salicornia e la salicornia glauca. Dove il tasso di salinità è meno alto vegetano specie più vistose come il limonio, la cannuccia palustre e il giunco.

La duna costiera ospita tra gli altri il pino marittimo , l'asfodelo e il giglio di mare, dalla splendida fioritura tardo-estiva. In lembi residui di macchia mediterranea vegetano arbusti di lentisco e ginestra odorosa. Lungo il canale perimetrale e nelle zone di acqua dolce si osservano invece la canna di fiume, la tamerice, l'olmo minore e il pioppo bianco.

Prospiciente al piccolo borgo della salina si estende una piccola pineta, adibita a parco pubblico attrezzato come area picnic.

Per la loro posizione geografica a ridosso della costa tirrenica, le saline sono tra i luoghi migliori per l'osservazione dell'avifauna in particolare nel periodo delle migrazioni e nei mesi invernali. Tra le specie di particolare interesse e avvistate con una certa frequenza vi sono: sula e berta minore nel prospiciente tratto di mare, chiurlo, gabbiano roseo, gabbiano corallino, fenicottero (con raggruppamenti anche di oltre cento esemplari), gru, albanella reale, volpoca.

Più comuni da osservare sono il falco di palude, il beccapesci, diversi anatidi tra cui fischioni, germani reali, alzavole, nonché gli aironi (cenerino, bianco maggiore, garzetta) e il bel martin pescatore. Dove il livello dell'acqua è più basso e nei tratti a fango si concentrano numerosi limicoli tra cui la pettegola, piovanelli pancianera e piro piro, cavaliere d'Italia, pavoncelle spesso a gruppi assai numerosi.

Nel 2007 ha nidificato l'avocetta, primo caso accertato nel Lazio. Un piccolo evento ornitologico, che evidenzia l'importanza di questo ed altri ecosistemi-relitto (testimonianza, cioè, di zone umide litoranee assai più estese prima delle passate bonifiche) presso la costa tirrenica laziale.

Avifauna a parte, frequentano l'area tra gli altri la Volpe , il Riccio , la Nutria e la testuggine comune.