Soriano nel Cimino (VT)

Piccolo e raccolto ai piedi del castello Orsini, si visita con una breve e piacevole passeggiata lungo i vicoli in saliscendi che si intrecciano alle spalle della centrale piazza Vittorio Emanuele. Tappa principale è la fortezza, eretta nel 1278-79 a forma di parallelepipedo, comprendente un corpo principale e una torre rettangolare, più antica. Avendo ospitato un penitenziario fino a tempi recenti, la struttura gode di un buono stato di conservazione nelle parti esterne ma non altrettanto in quelle interne, che comprendono tra l'altro una sala d'armi e, nell'ex cappella del carcere, un altare in peperino proveniente dalla diruta chiesa della Trinità del Cimino. Scendendo nel borgo si percorrono i vicoli fino alla piazzetta dove sono alcune botteghe artigiane e una fontana quattrocentesca, detta di Dentro. Di fronte c'è la chiesa di S.Eutizio, l'antico duomo del paese. Più avanti, oltre un arco, sulla piazza centrale si affaccia quello attuale e cioè la collegiata di S.Nicola di Bari, protettore di Soriano, costruita nel Settecento nella zona di maggior espansione urbana del paese con i soldi del Comune (100.000 scudi) e la manodopera prestata gratuitamente dalla popolazione. A pianta di croce greca, conserva diverse opere d'arte tra cui un'antica statua in marmo di S.Antonio Abate, il fonte battesimale, quadri. Percorrendo infine la via Garibaldi fino alla chiesa della SS. Trinità (anch'essa del '700, con una cinquecentesca Madonna col Bambino all'interno), alle sue spalle si giunge a Palazzo Albani Chigi, il più pregevole di Soriano, dall'elegante prospetto settecentesco. Lo affianca sulla sinistra la singolare e coeva Fonte Papacqua (regina delle acque), alimentata in proprio da una sorgente e contornata da gruppi di animali, satiri, personaggi biblici e mascheroni tutti scolpiti nella roccia della rupe su cui sorge l'edificio. In posizione più periferica si trova infine la chiesina di S.Giorgio, ad una curva della strada che dopo la Porta Romana porta alla faggeta del monte Cimino. Presumibilmente risalente all'XI secolo e realizzata anch'essa con la roccia locale, il peperino, ha una bella e semplice facciata e una piccola torre quadrata sul fianco sinistro.