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24 Agosto 2018

L’Italia un paese a rischio frane

L’ultimo Rapporto ISPRA sul dissesto idrogeologico in Italia, ha evidenziato come il 91% dei comuni italiani ed oltre 3 milioni di nuclei familiari risiedono in aree ad alta vulnerabilità. Per quanto riguarda il Lazio, si stima una percentuale di comuni a rischio tra il 90% e il 100%. Sono oltre 1milione le persone che vivono in aree pericolose predisposte a frane. Ciò significa che non bisogna abbassare la guardia perché al di là degli interventi di monitoraggio e messa in sicurezza, la conoscenza del territorio è la base dalla quale partire per acquisire consapevolezza ed evitare di incorrere in rischi inutili.

Le cause che determinano questi processi di destabilizzazione del suolo, come successo nei giorni scorsi a Nemi nel territorio dei Castelli Romani ma anche a Castel Gandolfo, possono essere molteplici, complesse e spesso combinate tra loro. I territori alpini ed appenninici del Paese, così come quelli costieri o i costoni dei laghi, sono generalmente esposti a rischio di movimenti franosi a causa della natura delle rocce e della pendenza che possono conferire al versante una certa instabilità. Da non sottovalutare anche i fattori meteorologico-climatici come i periodi di forti precipitazioni ed escursioni termiche. Non meno importante l’intensa trasformazione del territorio apportata nel tempo dall’uomo, spesso senza seguire le necessarie regole e autorizzazioni per tutelare l’ambiente.

Un problema di non semplice risoluzione, in merito alla prevenzione, è quello di determinare le soglie, intese sia come quantità di pioggia in grado di innescare il movimento franoso attraverso lo spostamento o deformazione del terreno, superate le quali si giunge al collasso delle masse instabili. Oltre agli interventi strutturali che si possono mettere in atto come: muri di sostegno, ancoraggi, reti paramassi e così via, il suggerimento è quello di usare sempre il buonsenso evitando di inoltrarsi su strade e sentieri dove frequentemente si verificano questi episodi. La natura impone sempre all’uomo dei limiti che non andrebbero sfidati ma rispettati.  

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