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12 Giugno 2026

Pullo di civetta recuperato a Monte Compatri

Intervento di soccorso della fauna selvatica

Un pullo di civetta Athene noctua è stato recuperato nei giorni scorsi dai Guardiaparco del Parco Regionale dei Castelli Romani in un giardino di Monte Compatri e trasferito presso il Centro di Recupero della Fauna Selvatica - LIPU di Roma per accertarne lo stato di salute.

Dalle prime verifiche, le condizioni del giovane rapace notturno sono apparse buone. L'animale sarà ospitato temporaneamente presso il centro specializzato fino a quando non avrà acquisito la piena capacità di volare e di alimentarsi in autonomia. Successivamente verrà reintrodotto in natura nel territorio del Parco.

L'episodio offre l'occasione per ricordare un comportamento molto frequente in questo periodo dell'anno. Tra la tarda primavera e l'inizio dell'estate, infatti, molti giovani uccelli lasciano il nido prima di essere completamente autonomi. Spinti dalla curiosità e dall'istinto, iniziano a esplorare l'ambiente circostante e a compiere i primi tentativi di volo, trascorrendo spesso del tempo a terra o su rami bassi.

In queste situazioni può sembrare che i piccoli siano stati abbandonati, ma nella maggior parte dei casi i genitori si trovano nelle vicinanze e continuano a nutrirli e proteggerli, intervenendo quando necessario fino al raggiungimento della completa autonomia.

Per questo motivo il Parco raccomanda di valutare con attenzione ogni situazione prima di raccogliere un giovane esemplare di uccello o di altre specie selvatiche. Se l'animale non presenta ferite evidenti e non si trova in una condizione di reale pericolo, è generalmente preferibile non intervenire e osservare a distanza, consentendo ai genitori di continuare ad accudirlo. Occorre anche considerare che, in natura, esistono da sempre dinamiche del tutto normali, che possono portare gli adulti ad allontanare giovani esemplari deboli, con scarse probabilità di sopravvivenza perché malati o poco “competitivi”, garantendo però maggiori opportunità di sviluppo a quelli rimanenti della nidiata. Si tratta di scelte istintive che, spesso, permettono l’involo degli esemplari migliori per la continuazione della specie.

In caso di dubbi o di situazioni che possano mettere a rischio la sopravvivenza dell'animale, è sempre consigliabile contattare il personale del Parco o i centri specializzati nel recupero della fauna selvatica, che sapranno fornire le indicazioni più appropriate per garantire il benessere dell'esemplare e favorirne il ritorno in natura.

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