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25 Maggio 2026

Tutto sui fiori del Parco

L'intervista a Maria Francesca Pinci

Nel Parco dei Castelli Romani la primavera porta un’esplosione di colori e profumi: aprile è il mese del narciso dei poeti, il fiore bianco che ricopre i prati del Parco, accanto alle orchidee selvatiche, presenti con circa 25 specie tra il Tuscolo, i Pratoni e il monte Artemisio. In inverno, invece, il simbolo floreale dell’area è il delicato bucaneve, capace di sbocciare anche tra gelo e neve.

A raccontare la ricchezza naturalistica del territorio è la Guardiaparco Maria Francesca Pinci, intervistata da Silvia Mari De Santis per l’Agenzia DIRE. Nel Parco sono state censite circa mille specie di piante selvatiche, una varietà che rappresenta quasi un terzo dell’intera flora del Lazio. Tra le attività dei Guardiaparco c’è il monitoraggio delle fioriture, fondamentale per valutare lo stato di salute dell’ecosistema: “le orchidee, ad esempio, sono considerate importanti indicatori biologici della qualità ambientale”.

Grande attenzione è dedicata anche all’educazione ambientale: “facciamo tantissime escursioni con bambini ad adulti e nel 2025 - aggiunge la guardiaparco - siamo stati ente capofila presso la riserva di Castelporziano di un progetto di centri diurni per persone con disabilità promosso dal Quirinale. Abbiamo proposto la conoscenza delle erbe aromatiche come rosmarino, menta, mentuccia, il timo e questi ragazzi ne sono rimasti ammirati. I bambini tutti poi restano incantati dai boschi e dai prati sconfinati perché oggi hanno meno occasioni di starci”. Francesca Pinci è inoltre tra gli operatori formati nel “bagno di foresta”, pratica immersiva che, attraverso esperienze sensoriali nel bosco, favorisce il benessere psicofisico e la riduzione dello stress. Un modo, per riscoprire il legame tra uomo e natura e promuovere il rispetto del territorio.

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