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18 Maggio 2026

Falco pecchiaiolo recuperato sulla spiaggia di Lavinio

Azione di soccorso e tutela dei Guardiaparco

Un esemplare di Falco pecchiaiolo (Pernis apivorus), in evidente stato di debilitazione, è stato rinvenuto sulla spiaggia di Lavinio (RM) da un cittadino che ha prontamente segnalato la presenza dell’animale alle autorità competenti.

L’intervento tempestivo dei Guardiaparco del Parco dei Castelli Romani e della Riserva di Tor Caldara ha consentito il recupero del rapace in sicurezza e il suo successivo trasferimento presso il Centro di recupero della fauna selvatica del Parco nazionale del Circeo, situato nell’area naturalistica di Fogliano (Latina), struttura di riferimento per la cura e la riabilitazione degli animali selvatici in difficoltà.

L’esemplare sarà sottoposto a tutti gli accertamenti veterinari necessari e riceverà le cure del caso. Non appena le sue condizioni lo consentiranno, sarà reintrodotto in natura nel proprio habitat.

Il Falco pecchiaiolo (specie protetta dalla Direttiva Uccelli) è un rapace diurno appartenente alla famiglia degli Accipitridi, diffuso in Europa e presente anche in Italia durante il periodo riproduttivo. Si tratta di una specie migratrice che trascorre l’inverno nell’Africa tropicale, affrontando ogni anno lunghi viaggi tra i continenti.

È facilmente riconoscibile per la silhouette slanciata, le ali lunghe e la testa relativamente piccola, caratteristiche che lo distinguono da altri rapaci simili. Può raggiungere un’apertura alare di 130 centimetri. È un uccello dal piumaggio estremamente variegato in quanto a tonalità cromatiche, con un piumaggio prevalentemente chiaro nel ventre, mentre sono presenti diverse “barre” più scure nelle penne del volo e nella coda, che lo contraddistinguono da altri rapaci simili (Poiana).

La sua alimentazione è particolarmente specializzata: si nutre prevalentemente di larve, pupe e nidi di imenotteri, soprattutto vespe e api selvatiche, da cui deriva il nome “pecchiaiolo”. Grazie a questa dieta contribuisce in modo naturale all’equilibrio degli ecosistemi forestali.

Il recupero di questo esemplare dal grande valore naturalistico, evidenzia ancora una volta l’importanza della collaborazione tra cittadini, aree protette e centri specializzati nella tutela della fauna selvatica, una rete fondamentale per la conservazione della biodiversità del territorio.

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