



Geosito: Impronte di dinosauro a Sezze
Località: Cava Petrianni
Comune: Sezze
Provincia: Latina (LT)
Regione: Lazio
Il sito paleontologico di Sezze, situato alle pendici occidentali dei Monti Lepini, costituisce un patrimonio scientifico e culturale di eccezionale valore per lo studio dell'ichnologia dinosauriana in Italia. Le orme sono impresse su tre distinte superfici di strato (SCP I, SCP II, SCP III) poste alla base di una successione mesozoica spessa circa 120 metri. Questo pacchetto sedimentario appartiene al “dominio laziale-abruzzese-campano”, originatosi su una piattaforma carbonatica attiva dal Triassico superiore al Cretaceo superiore. In dettaglio, la sezione analizzata ha uno spessore inferiore a 10 metri e mostra depositi peritidali (con litofacies di mudstone lagunari e wackestone-packstone di spiaggia). Gli strati, debolmente inclinati verso nord-est (NE), sono dislocati da faglie normali subverticali (orientamento E-W, rigetto di 10-200 cm). La successione registra variazioni cicliche dall'ambiente subtidale al sopratidale, con frequenti eventi di emersione testimoniati da strutture di disseccamento (mud cracks) e dalle stesse impronte. Il geosito conserva numerose impronte fossili che documentano una eccezionale biodiversità faunistica. I tre livelli stratigrafici offrono dettagli unici:
SCP I: poggia su calcare fango-sostenuto dolomitizzato; le impronte sono riempite da wackestone con strutture algali a domo;
SCP II: sorge al tetto di depositi tidali ricchi di fenestrae e strutture a tepee;
SCP III: la superficie più alta e cruciale per la valorizzazione; mostra impronte associate a intensa bioturbazione e fessure da disseccamento (mud cracks), indice di continue alternanze tra emersione e inondazione.
Le ricerche scientifiche condotte sul sito hanno permesso di identificare la presenza di grandi dinosauri quadrupedi erbivori (sauropodi) e dinosauri bipedi carnivori (teropodi). Di assoluto rilievo è l'unicità del recente riconoscimento, sulla superficie SCP III, di impronte allungate che mostrano i dettagli del metatarso e dell'alluce: queste tracce testimoniano la postura accovacciata di dinosauri appartenenti al gruppo degli Oviraptorosauria, piccoli teropodi piumati la cui presenza riscrive i modelli paleogeografici dell'area mediterranea. Per il dettaglio tassonomico, l'identificazione dei trackmaker e i metodi di fotogrammetria digitale tridimensionale applicati alle orme, si rimanda espressamente alla bibliografia specializzata allegata. L'affioramento all'aria aperta espone il sito a un forte rischio antropico (vandalismo) e al degrado naturale dovuto ad agenti atmosferici e biologici. I corpi rocciosi sono vulnerabili a causa di due sistemi di fratturazione principali (N 100 e N 135) e deboli fenomeni di creeping (lento scorrimento del terreno), che allontanano gli strati favorendo l'infiltrazione idrica e lo sviluppo di vegetazione ruderale. La disposizione a franapoggio accentua il dilavamento e la diffusione di patine algali, specialmente su SCP III. Inoltre, le temperature locali innescano processi di termoclastismo e crioclastismo che minacciano di distaccare frammenti rocciosi, compromettendo la leggibilità delle orme.
Bibliografia Specializzata dell'Icnosito di Sezze (in sequenza cronologica)
2007 — Nicosia, U., Petti, F. M. et al. Dinosaur tracks as paleogeographic constraints: new scenarios for the cretaceous geography of the periadriatic region. Ichnos, 14: 69–90. ResearchGate
2023 — Antonelli, M., Petti, F. M. et al. Inferred oviraptorosaur footprints in the Apenninic Carbonate Platform: New tools for the identification of trackmakers from the Sezze ichnosite (lower-middle Cenomanian; central Italy). Cretaceous Research, 144.Link: ScienceDirect
2025 — Rea, M., Antonelli, M. et al. Evaluation of different strategies for in-situ preservation of dinosaur footprints at the Sezze ichnosite (Latium, central Italy). Rendiconti Online SGI. Link: ResearchGate
2026 — Rea, M. et al. A Potential Bioconsolidation Strategy for Sezze's Dinosaur Footprints. Geoheritage, 18. SpringerLink