Messaggio di fine anno del Direttore al personale dell'Ente Parco. "Cari colleghi..."

Messaggio di fine anno del Direttore al personale dell'Ente Parco. "Cari colleghi..."

31 DIC 2020

di P.N.R. Monti Ausoni e Lago di Fondi

Messaggio del Direttore per Auguri di Natale e Anno Nuovo al Personale dell'Ente Parco

Cari Colleghi,

un anno passa in fretta. Ma quest’anno lo ricorderemo come l’anno più lungo della nostra esperienza. Un anno così pieno di avvenimenti e di fatti, che pure sono rimasti stretti dentro questa emergenza sanitaria, che sta segnando le nostre abitudini più scontate, tracciandole con un segno più accentuato di consapevolezza e responsabilità.

Quando ho iniziato il mio ufficio di direttore del nostro Ente Parco, avevo ben chiaro quale doveva essere il mio compito: tenere saldo l’obiettivo della tutela e salvaguardia delle nostre aree protette, coniugandolo con l’intenzione di mantenere e promuovere tutto quello che era stato già fatto negli anni passati per conservare il patrimonio dei nostri territori.

Le cose che insieme abbiamo realizzato e predisposto in questo anno, sono molto significative. Tra queste: i patti per la salvaguardia della Sughereta di Monte San Biagio con l’Università della Tuscia e del Lago di Canterno con Enel; la manutenzione di sentieri ed aree attrezzate e la progettazione di tre altre nuove playground; la cura e la sistemazione dei siti ambientali e dei complessi storico architettonici affidati in gestione dalla Regione Lazio; la sistemazione di una nuova sede distaccata presso la Riserva Naturale del Lago di Canterno; l’implementazione dei rapporti con le Istituzioni locali e con le Associazioni diffuse sul territorio; lo svolgimento di iniziative di sostegno alla pratica sportiva outdoor e ai laboratori culturali, che hanno mantenuto vivo in piena fase pandemica, il rapporto dei cittadini con i contesti naturali e ambientali…

Molte altre restano da fare, da completare, soprattutto assestando meglio gli obblighi che ci derivano da questa nuova e inedita organizzazione del lavoro, che ci ha messo nel dovere di espletare i nostri compiti di servizio anche in una modalità remota di smart working, che accelera molto quella transizione virtuale, che già era nell’aria dei dibattiti intorno ai sistemi di riforme necessarie per modificare gli accessi al lavoro e la sua distribuzione sociale.

Ora, proprio su questo si misura la nostra capacità di stare dentro questa corrente di trasformazione progressiva dei nostri modi di continuare a rendere un servizio ai cittadini: dobbiamo riuscire, infatti, a stare dentro questo campo globale non perdendo la capacità di essere in presenza effettiva, nella resa dei lavori che servono a non chiudere, anche sul territorio e nella salvaguardia degli ambienti naturali, la Citizens’ Band, sulla quale si trasmettono le frequenze della vicinanza pubblica e privata, e l’energia degli affetti e della solidarietà di aiuto e di ascolto reciproco.

Il problema diventa, ora più che mai, quello del tempo: il tempo di trasferimento delle informazioni. In quanto tempo noi riusciamo a trasferire la resa di un nostro servizio, o di un ragionamento con un determinato volume di informazioni, in opere reali e realmente compiute nella realtà esistenziale delle nostre popolazioni? Solo così, aggiustando e risolvendo questo problema dell’adeguamento dei nostri servizi anche individuali alla loro resa effettuale, è possibile tenere in movimento efficiente efficace ma pure economico (nel suo senso ecologico), un sistema di relazioni e informazioni, come nei fatti è un Luogo di Lavoro. Il quale senza dubbio resta in sé un sistema complesso, complicato dalla qualità di essere sempre una comunità di donne e uomini, con i cuori pulsanti e le menti sveglie.

Dobbiamo acquistare sempre di più la capacità di lasciarsi attraversare e di stare dentro queste trasformazioni, senza lasciarci disorientare. Solo così è possibile anche verificare, work in progress, i risultati del nostro lavoro, in relazione con le teoriche potenzialità delle reti utilizzate. Senza mai dimenticare che noi siamo custodi di bellezza e biodiversità.

Auguro per noi tutti di praticare una buona amministrazione e un buon lavoro per i nostri habitat e le nostre comunità cittadine.

Un sereno e un migliore Anno Nuovo.

 

il Direttore

Dott. Lucio De Filippis