

FINALITÀ DEL PIANO
La nutria (Myocastor coypus) è una specie alloctona invasiva. Si tratta di un roditore di media taglia tipico di ambienti acquatici. Originaria del Sud America, è stata introdotta in Italia per la prima volta negli anni Venti del secolo scorso a scopo di allevamento commerciale per la produzione di pellicce. In seguito, non avendo più un interesse economico, si è diffusa sul territorio nazionale a causa di fughe dagli allevamenti e rilasci volontari.
Come tutti i roditori, la nutria ha raggiunto consistenze numeriche elevate grazie alla sua forte adattabilità ambientale, al suo alto tasso riproduttivo e alla mancanza di competitori naturali. Essendo un roditore legato agli ambienti umidi, possiede una buona capacità di dispersione, soprattutto in presenza di fitti reticoli idrografici.
La sua dieta è vegetale e si basa principalmente su piante acquatiche e piante ripariali, sia erbacee che arbustive. Di conseguenza, l'alta densità di questi animali incide pesantemente sulla vegetazione acquatica. Le sue attività (pascolamento, brucatura, scortecciamento e scavi) hanno un impatto negativo sulla biodiversità locale e sui microambienti, incidendo anche sulle comunità faunistiche (macroinvertebrati, anfibi, pesci, uccelli acquatici, ecc.) a causa dell'involontaria distruzione e del degrado dell’ecosistema.
Numerosi studi scientifici confermano gli impatti negativi che la diffusione incontrollata di specie alloctone provoca sia sulle biocenosi faunistiche che su quelle vegetali. Per questi motivi, l'IUCN (International Union for the Conservation of Nature) ha incluso la nutria tra le 100 specie alloctone più impattanti a livello globale.
Il Comune di Posta Fibreno, in qualità di Ente Gestore della Riserva Naturale del Lago di Posta Fibreno, con la Delibera di Giunta Municipale n. 43 del 18 aprile 2023, ha approvato il "Piano di Controllo della Nutria nella Riserva Naturale".
Lo scopo del Piano è la gestione e il contenimento della popolazione di nutrie nella Riserva Naturale del Lago di Posta Fibreno, mediante tecniche ed esperienze già consolidate in altre aree protette. Gli interventi previsti hanno infatti l'obiettivo di ridurre la densità della popolazione. Il raggiungimento di questo obiettivo ridurrà la pressione esercitata dal roditore sulla vegetazione acquatica e, di conseguenza, sulle altre specie protette in base alle varie normative comunitarie, nazionali e regionali.
NORMATIVA VIGENTE
La Convenzione di Rio sulla diversità biologica (1992), recepita dalla Comunità Europea con la Decisione del Consiglio 93/626/CEE, vieta l'introduzione di specie alloctone che possano costituire una minaccia per gli ecosistemi, gli habitat o le specie e ne richiede il controllo o l'eliminazione (art. 8, lett. h).
La Raccomandazione del Consiglio d'Europa n. 77/1999 include la nutria tra le specie alloctone invasive che causano impatti significativi sulla biodiversità e invita i Paesi membri del Consiglio d'Europa a eradicarla, ove possibile.
Con l'entrata in vigore del Regolamento (UE) n. 1143/2014 del Parlamento Europeo e del Consiglio, gli Stati membri sono tenuti a procedere rapidamente all'eradicazione o al controllo di tale specie, mentre con il Regolamento di esecuzione (UE) 2016/1141 della Commissione Europea è stato adottato un elenco di specie esotiche invasive di rilevanza unionale.
A livello nazionale, la Legge n. 116/2014, in particolare l'articolo 11, comma 11 bis, ha escluso le nutrie dalla fauna selvatica oggetto della Legge 157/1992, modificando l'articolo 2, c. 2.
Con l'approvazione della Legge n. 221 del 28 dicembre 2016, è stata confermata l'esclusione della nutria dalla fauna selvatica, prevedendo altresì che gli interventi per il controllo siano realizzati secondo le modalità e le procedure disposte dall'articolo 19 della Legge n. 157/92.
È stato quindi possibile adeguare la normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento (UE) n. 1143/2014 tramite il Decreto Legislativo n. 230/2017, che introduce sanzioni e individua le competenze di Regioni e Province Autonome.
Con il decreto del Ministro della Transizione Ecologica n. 433 del 27 ottobre 2021 è stato adottato il "Piano di gestione nazionale della nutria (Myocastor coypus) - 2021", che ha individuato, regione per regione, le aree e le azioni da intraprendere dal punto di vista normativo, attuativo e tecnico per il controllo della nutria.
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, con il Decreto del 13 giugno 2023 "Adozione del piano straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica", ha fornito lo strumento programmatico per coordinare e attuare, da parte delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano, le attività di gestione e contenimento della fauna selvatica nel territorio nazionale, fornendo indicazioni specifiche per le specie di particolare rilevanza e impatto, ai sensi dell'articolo 19-ter della Legge n. 157/1992.
L'articolo 3, comma 3, della Legge Regionale n. 17 del 2 maggio 1995 della Regione Lazio stabilisce le esclusioni dalla tutela della fauna selvatica.
La Legge Regionale del Lazio del 6 ottobre 1997, n. 29 (Norme in materia di aree naturali protette regionali), all'art. 27, comma 3, disciplina "… eventuali prelievi di fauna selvatica o di specie domestiche rinselvatichite e abbattimenti selettivi necessari per ricomporre gli squilibri ecologici. Tali prelievi e abbattimenti devono comunque avvenire per iniziativa e sotto la diretta responsabilità e sorveglianza dell'ente di gestione dell'area naturale protetta e sono attuati dal personale dipendente dallo stesso ente”.
D.G.R. n. 524 del 28/04/2005: "Direttiva per l’individuazione dei criteri e delle linee guida concernenti i prelievi faunistici..."
D.G.R. n. 320 del 06/06/2006: "Direttiva per l’individuazione dei criteri di attuazione dei prelievi faunistici e degli abbattimenti selettivi all’interno delle Aree Naturali Protette della Regione Lazio".
METODOLOGIE DI CONTROLLO
Premesso che le operazioni non sono considerate attività venatoria, ma un servizio pubblico di controllo della fauna selvatica nociva,
Considerato lo status giuridico attuale del roditore, derivante dalle normative europee e nazionali e dalle modifiche sopra sintetizzate, e tenuto conto delle aree in cui le operazioni vengono effettuate, il piano prevede la cattura selettiva mediante l'utilizzo di gabbie-trappola e, successivamente, la soppressione nel modo più veloce, meno cruento e che causi il minor disagio possibile agli animali.
L’impiego di gabbie-trappola di adeguate dimensioni, dotate di chiusura con meccanismo a scatto e munite di matricola identificativa dell’area protetta, risponde a requisiti di buona selettività e ridotto disturbo. Al fine di evitare inutili sofferenze agli animali, le gabbie vengono controllate una volta al giorno (due volte al giorno nel periodo estivo).
Le operazioni sono svolte da personale interno all’area protetta, autorizzato e abilitato, che ha ricevuto una formazione specifica sulla biologia, sulla normativa e sulle tecniche di prelievo e benessere animale.
Le spoglie dei capi soppressi sono gestite secondo la normativa vigente, nel pieno rispetto delle normative sanitarie.