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28 Gennaio 2026

Sorvolo sulle aree protette

Dal 2025 introdotte regole più chiare

Nel corso del 2025, il sorvolo con droni e aeromobili nelle aree naturali protette è stato oggetto di importanti aggiornamenti normativi che rendono più chiari i divieti di volo sopra parchi, riserve e siti di interesse ambientale.

La normativa di riferimento resta la Legge 394/1991 “Legge quadro sulle aree protette” che all’art. 11 h) stabilisce che “è vietato il sorvolo di velivoli non autorizzati, salvo quanto definito dalle leggi sulla disciplina del volo”, con l’obiettivo di tutelare la fauna selvatica (soprattutto l’avifauna in prossimità delle aree di nidificazione), gli habitat e il paesaggio, spesso messi a rischio dal disturbo acustico e visivo causato dai droni. Alla suddetta legge si affiancano le regole dell’ENAC (Ente nazionale per l’Aviazione civile) e della normativa europea sui sistemi aeromobili a pilotaggio remoto (UAS), che disciplinano l’uso dello spazio aereo.

La principale novità introdotta riguarda l’aggiornamento delle mappe ufficiali su ‘D-Flight’, la piattaforma ENAC per la gestione dello spazio aereo dei droni, dove i confini delle zone in cui è vietato volare (no-fly zone) sono ora più precisi e aderenti ai perimetri reali delle aree protette. In breve, se da un lato alcuni divieti troppo estesi sono stati ridimensionati, dall’altro, sono state inserite nuove aree sensibili, come habitat protetti e siti della rete Natura 2000.

Ciò significa per i piloti di droni, anche amatoriali, una maggiore responsabilità nel verificare sempre le mappe ufficiali prima del volo. I divieti si applicano anche a droni di piccole dimensioni, e il sorvolo non autorizzato va incontro a sanzioni amministrative.

Le deroghe restano possibili solo per attività specifiche, come ricerca scientifica, monitoraggio ambientale, protezione civile o soccorso, previa autorizzazione dell’ente gestore dell’area protetta ed altre eventuali autorizzazioni previste.

Il sorvolo non autorizzato di un’area protetta può comportare sanzioni amministrative elevate e, nei casi più gravi, conseguenze penali. In questo senso sono aumentati i controlli, anche grazie all’incrocio dei dati di volo con le registrazioni obbligatorie dei droni.

Il Parco dei Castelli Romani ha approvato a luglio 2025 il Disciplinare sul Sorvolo con Droni (UAS - Unmanned Aircraft System), per rispondere all’esigenza di regolamentare le richieste sull’utilizzo degli stessi, soprattutto nelle manifestazioni ludico-ricreative o sportive, che tranne in alcuni casi, valutati di volta in volta, e in linea con le attività promozionali dell’Ente, sono spesso soggette a diniego.

I droni rappresentano uno strumento innovativo e utile, ma il loro utilizzo deve essere compatibile con la conservazione degli ecosistemi, le nuove regole servono proprio a trovare un equilibrio tra evoluzione tecnologica e tutela ambientale.

 

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