Uomo e Territorio

Mausoleo di Cecilia Metella
Nella foto: Mausoleo di Cecilia Metella

Mausoleo di Cecilia Metella

Mausoleo di Cecilia Metella e Castello Caetani

A sinistra della via Appia, poco oltre il complesso di Massenzio si erge il Mausoleo di Cecilia Metella, il più noto sepolcro della via Appia, simbolo stesso della "regina viarum". Al di sopra di un alto basamento quadrato in calcestruzzo, privo ormai del suo rivestimento in blocchi di travertino, poggia un corpo cilindrico di 30 metri di diametro, rivestito di lastre di travertino tagliate a finta bugna; nella parte superiore del tamburo corre un fregio in marmo greco decorato con teste di bue alternate a ghirlande, per il quale in età medievale fu attribuito alla zona il toponimo di "Capo di Bove". Dal lato dell'edificio rivolto all'Appia, sotto un trofeo di armi che richiama le

glorie belliche della famiglia, si trova l'iscrizione dedicatoria a Cecilia Metella, figlia di Q. Metello Cretico (in quanto conquistatore dell'isola di Creta) e moglie di M. Licinio Crasso, che riportò vittorie in Gallia al seguito di Cesare; il monumento si data all'inizio dell'età imperiale, tra il 25 e il 10 a.C.

La cella funeraria è un ambiente a pianta circolare, rivestito in cortina laterizia, che si sviluppa per tutta l'altezza del mausoleo: vi era deposta l'urna con le ceneri della defunta, oggetto di spoglio probabilmente già nell'antichità.

In origine il sepolcro era coperto da un cono di terra, simile a quello del mausoleo di Augusto, che era ancora conservato nell'XI secolo, quando, divenuto possesso dei Conti di Tuscolo, la tomba di Cecilia Metella fu inserita all'interno di un borgo fortificato.

All'inizio del XIV secolo per intermediazione di papa Bonifacio VIII (Benedetto Caetani) passò nelle proprietà della potente famiglia dei Caetani, che costruirono un palazzetto baronale in blocchetti di peperino addossato al lato sud del mausoleo, il cui tamburo venne sopraelevato con le merlature ghibelline che ancora oggi lo caratterizzano.

Il castrum, che si estendeva su ambedue i lati dell'Appia Antica, era finalizzato al controllo dei traffici in entrata e in uscita da Roma.

Dopo i Caetani, il possesso di Capo di Bove passò ai Savelli, ai Colonna e agli Orsini.

Pertinenza: Soprintendenza Archeologica di Roma

Sito web: www.archeorm.arti.beniculturali.it/sar2000/cecilia_metella/cecilia_metella.asp