Riserva Naturale Regionale

Villa Borghese di Nettuno

Villa Borghese di Nettuno

Uomo e territorio

Tradizionalmente denominata "Bell'Aspetto" per la sua posizione panoramica ed il suo valore estetico, la villa col suo parco rappresenta una risorsa di primaria importanza, considerando la posizione dell'area, ormai inglobata nel tessuto urbano di Anzio e Nettuno.

Storia del territorio

Dei quaranta ettari di parco che circondano la villa, quattro vennero ceduti gratuitamente al Comune di Nettuno nel 1978 per essere destinati a parco pubblico.

Di notevole interesse è il sistema di vecchie gallerie scavate sotto la villa ed utilizzate durante la seconda guerra mondiale dal 6° Corpo della V Armata americana come quartiere generale, che costituisce un'autentica memoria di guerra.

A volere la costruzione della villa nel 1648 fu il cardinale Vincenzo Costaguti, rappresentante di una ricca famiglia di banchieri genovesi stabilitasi a Roma a fine Cinquecento. Nel 1818 la proprietà passò ai Torlonia, e quindi nel 1832 ai Borghese. A rilevarla fu Camillo Borghese, marito di Paolina Bonaparte sorella di Napoleone I, e tuttora la villa è tra le proprietà di famiglia. La facciata nord presenta balaustre, ovali e una lunga balconata che la percorre interamente: più semplice la facciata sud. Gli arredi interni provengono dal Palazzo Statella di Napoli. Nel parco, delle strutture originarie sono rimasti il castelletto e una torre ottagona (dei Venti o del Forno) con volta a cupola, provvista di oculo.

Tra gli ospiti illustri, nell'estate del 1903 soggiornò a Villa Borghese Gabriele D'Annunzio che vi compose la tragedia pastorale La figlia di Iorio.

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