Riserva Naturale Regionale

Lago di Vico

Analisi delle acque e dello stato dell'ambiente del lago di Vico

Analisi delle acque e dello stato dell'ambiente del lago di Vico

1 FEB 2019

di Riserva Naturale Regionale Lago di Vico

Sullo stato delle acque del Lago di Vico si sentono spesso vere e proprie leggende, quasi sempre negative, dovute principalmente alla presenza nell'area, in passato, di un centro chimico dell'Esercito dedicato allo studio e alla produzione di materiale bellico.
Altre leggende parlano dello sversamento nel bacino di veleni e dell'immersione di armi, bombe o altro. I valori relativamente elevati di arsenico sono spesso stati presi a giustificazione e riprova di tali congetture, senza alcun fondamento scientifico.

La Regione Lazio e l'ARPA - Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, hanno da tempo intrapreso una serie di ricerche e analisi approfondite sul bacino, ritenuto di fondamentale importanza non solo per l'approvvigionamento idrico locale, soprattutto dei comuni di Caprarola e Ronciglione, ma anche perché facente parte del bacino idrografico del Treja e quindi del Tevere.
Tali ricerche, pubblicate a maggio del 2018, hanno evidenziato come i valori di arsenico rientrino perfettamente nella presenza naturale di questa sostanza nei terreni vulcanici: tale presenza non è dunque dovuta alle attività umane, tant'è vero che i valori sono stati riscontrati in campioni di terreno che, sottoposti alla datazione al radiocarbonio (C14), sono stati datati a migliaia di anni fa, nella Preistoria. Si evidenzia nella relazione che la "contaminazione geogenica di Arsenico delle acque del lago da risalite di fluidi profondi attraverso le zone di fratturazione" e ancora che "le concentrazioni più elevate di arsenico individuate nelle porzioni più profonde delle carote di sedimento prelevate sono riferibili ad epoche in cui è certa l’assenza di ogni contributo di origine non naturale. Pertanto tutti i valori riscontrati possono essere correlati alla natura vulcanica dell’invaso".

Altro elemento da considerare è che la presenza di masse metalliche sul fondo del lago non sia stata assolutamente accertata nonostante la ricerca mediante apposite apparecchiature subacquee.

I risultati delle analisi possono essere scaricati dal portale regionale

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