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Lago di Vico
Riserva Naturale Regionale

Lago di Vico

Uomo e territorio in Riserva Naturale Regionale Lago di Vico

Uomo e territorio

I due Comuni interessati dall'area protetta sono Caprarola e Ronciglione . Per la bellezza degli ambienti e per la loro accessibilità, la riserva rappresenta un'oasi di biodiversità ma anche una tranquilla palestra per le attività all'aria aperta, nel rispetto dell'ambiente.

Storia del territorio

Quando si formò il lago di Vico? Circa 95.000 anni fa allorché, cessata l'attività eruttiva dell'apparato vulcanico, le acque sorgive e le piogge riempirono quasi interamente il vecchio cratere e la cima del monte Venere si ergeva come un'isola nella parte settentrionale della caldera. Non è difficile immaginarlo congelato nei periodi di massima espansione glaciale: la caldera ha sempre mostrato condizioni climatiche del tutto particolari, che hanno favorito la presenza di piante legate al clima fresco e umido.

Sulle pendici di Monte Venere è stata accertata la presenza di abitati preistorici (Neolitico medio e Bronzo medio: sulla sommità dell'altura negli anni '70 dello scorso secolo è stato individuato un sito con probabile destinazione sacra.

Furono probabilmente gli Etruschi, grandi esperti di regimazione delle acque, o per alcuni autori i Romani, a realizzare un canale sotterraneo che causò l'abbassamento del livello delle acque di circa 20 metri: la variazione di livello portò all'emersione di grandi appezzamenti di terreno da destinare alla coltivazione. Intorno al 1500 i Farnese ripristinarono il condotto reso inservibile dalla mancanza di manutenzione dell'età medievale, abbassando ulteriormente il livello del lago di altri tre metri e regolandone le escursioni con una chiusura tuttora esistente e visibile. Le acque, che confluiscono nell'attuale rio Vicano, sono state utilizzate per secoli per fornire la forza motrice degli impianti delle ferrriere di Ronciglione, mirabile esempio di archeologia industriale.

Palazzo Farnese

Tra i tesori prossimi alla Riserva figura a ben diritto il maestoso Palazzo Farnese, fatto erigere dalla nobile famiglia nel Cinquecento, su disegno prima di Antonio da Sangallo il Giovane e quindi del Vignola. Imponente nella sua forma pentagonale, fu la residenza di Alessandro Farnese, nipote del pontefice Paolo III ed è tra gli esempi più riusciti di palazzo-fortezza del nostro Rinascimento. Domina il paese di Caprarola disposto a gradinate lungo la dritta via centrale, via Nicolai, che divide i due borghi curiosamente denominati Sardegna e Corsica. Il palazzo è preceduto da due belle rampe a tenaglia, mentre all'interno va ammirata la cosiddetta "Scala Regia", a chiocciola, sorretta da ben trenta colonne. Da ammirare gli affreschi del piano superiore, con i paesaggi dei possedimenti di famiglia, nonché la prestigiosa Sala dei Fasti Farnesiani, quella del Mappamondo con raffigurazioni geografiche, il cortile e i giardini all'italiana.

Il Carnevale (Ronciglione)

Uno dei più belli del Lazio, comprende cinque giorni in cui si alternano sfilate in maschera, esibizioni della banda musicale, balli di saltarello. Con camice e cuffia bianchi, i Nasi Rossi distribuiscono per le vie rigatoni al pomodori per tutti. Sabato e martedì si tengono le Corse a Vuoto, cioè di cavalli senza fantini, secondo una tradizione che risale al Quattrocento. Il clou dei festeggiamenti è la corsa degli Ussari, che si tiene lungo il corso principale del paese di domenica, preceduta dalla suggestiva sfilata dei carri allegorici. Conclude la festa l'incendio di Re Carnevale, nel giorno di martedì grasso.