Progetto

Aree faunistiche

Il Progetto

L'idea di riportare il cervo nel Parco Monti Simbruini è nata nel 2004. A partire da allora sono state compiute una serie di attività (studi di fattibilità, richieste di pareri, indagini sociali) che hanno permesso, a partire dal febbraio del 2008 al marzo 2009, di liberare in natura 50 animali allo stato selvatico, portando a compimento il ritorno di una specie che era assente da oltre cento anni. I cervi liberati provengono in parte dall'area demaniale delle Foreste di Tarvisio e in parte dal Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Tutti i cervi sono stati marcati con marche auricolari e microchip, alcuni sono stati dotati di radio-collare e, sono seguiti nei loro spostamenti dal personale dell'Ente.
La reintroduzione mira a ricostituire il corretto equilibrio biologico esistente fino a pochi secoli fa; riportando questa specie nelle faggete del Parco si cerca di ricostituire le popolazioni di ungulati necessarie anche alla sopravvivenza del lupo. Insieme alle finalità conservazionistiche, la reintroduzione dei cervi riveste una valenza turistica ed educativa molto rilevante.
Infatti per le attività di sensibilizzazione sono state realizzate due aree faunistiche, dedicate al cervo, nel territorio di Cervara di Roma, e al capriolo, nel territorio di Trevi nel Lazio.
Allo stato attuale la reintroduzione del cervo nel Parco ha visto un buon successo, con la distribuzione degli animali in tutti i boschi, riscontrata anche con numerosi avvistamenti da parte di turisti ed escursionisti.
Le aree faunistiche invece sono pienamente funzionanti. Gli animali vengono alimentati soprattutto nel periodo invernale da parte del personale del Servizio Naturalistico dell'Ente.
Dal 2008 ad oggi hanno registrato più di 4.000 presenze tra scolaresche, turisti e visitatori occasionali.

Area faunistica del capriolo Località Colle Druni
03010 Trevi nel Lazio (FR) | Localizza sulla mappa
Comune: Trevi nel Lazio
Tel. 0774/827219-21
E-mail: promozione.sviluppo@simbruini.it

Il capriolo (Capreolus capreolus) è il più piccolo Cervide italiano. Pesa fra i 15 e i 27 kg: la femmina è più leggera del maschio. La lunghezza è di circa 90-130 cm, l'altezza al garrese (punto più alto del dorso tra collo e scapole) è di 60-70 cm. Il suo aspetto inconfondibile è caratterizzato dal muso scuro e dallo specchio anale che si staglia sul mantello, che negli adulti è grigio in inverno e fulvo rossiccio in estate. Nel periodo invernale è possibile distinguere i due sessi grazie alle differenze nello specchio anale, a forma di fagiolo nel maschio e di cuore rovesciato nella femmina.
Elusivo e generalmente solitario salvo che nel periodo degli amori. Si accoppia in estate e ha una gestazione che dura 10-11 mesi, perché la gravidanza si caratterizza per un fenomeno particolare condiviso con poche altre specie definito "embriostasi". I neonati presentano una colorazione mimetica di colore bruno con macchie bianche sui fianchi (pomellatura).

Solo i maschi presentano due palchi (comunemente chiamati corna), di tessuto osseo che vengono sostituiti ogni anno.
La distribuzione originaria del capriolo in Italia comprendeva tutta la penisola, ma la mancanza di qualsiasi forma di conservazione nella prima metà del secolo scorso lo aveva spinto sull'orlo dell'estinzione a causa della pressione venatoria e della diminuzione dell'habitat ideale.
A partire dagli anni '60, l'abbandono delle montagne da parte delle popolazioni rurali, con la conseguente diminuzione del pascolo brado e delle coltivazioni in alta quota, l'istituzione di aree protette e una maggiore sensibilizzazione anche negli ambienti venatori hanno permesso il ritorno di condizioni adatte alla specie. Oggi, a partire dai comprensori alpini, insieme a numerose reintroduzioni, il capriolo sta riconquistando quegli spazi da cui era stato escluso.
L'area Faunistica, estesa circa 3 ettari, è nata nel 2008 in località Colle Druni a Trevi nel Lazio, con l'immissione di 3 caprioli, provenienti da un recinto (Comunità Montana di Spoleto) e sono nati e cresciuti in condizioni di semi-cattività.

Allo stato attuale sono presenti 4 esemplari, in seguito al triste avvelenamento di 5 animali avvenuto nel dicembre 2010.
Agli animali è stato collocato un radio-collare sia per motivi di sicurezza sia per utilità didattica; infatti presso l'area faunistica si organizzano visite didattiche dove attraverso "dimostrazioni" di monitoraggio radiotelemetrico vengono illustrate le modalità con le quali vengono monitorati i cervi reintrodotti in libertà.
Gli animali vivono in uno stato di semi-libertà e vengono alimentatati soprattutto in inverno, dal personale del Servizio Naturalistico del Parco con fieno e orzo.

Orari:Per avvistare gli animali sono preferibili le ore del tardo pomeriggio o in prima mattinata. Le visite guidate all'area faunistica vanno preventivamente prenotate all'ufficio comunicazione del Parco promozione.sviluppo@simbruini.it
Per ulteriori informazioni contattare l'ufficio comunicazione del Parco dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 13.30: 0774/827221.

Costi: € 3,00 a persona  Bambini fino a 6 anni ingresso gratuito

 

Area faunistica del cervo Comune Cervara di Roma (RM)
Tel. 0774/827219-21
E-mail: promozione.sviluppo@simbruini.it

Il cervo (Cervus elaphus) è il più grande Cervide italiano. I maschi adulti pesano fra i 150 e i 250 kg, sono lunghi circa 2 m e alti 110-140 cm al garrese (punto più alto del dorso tra collo e scapole). Le femmine pesano fra 90 e 130 kg, arrivano a 1,80 m di lunghezza e hanno 100-115 cm di altezza al garrese.
Il manto invernale negli adulti è folto e marrone grigiastro, fortemente contrastante con lo specchio anale color crema. In estate, invece, il manto è rossiccio e lo specchio anale è meno evidente. I piccoli fino a 3 mesi circa sono di color bruno scuro con macchie bianche sui fianchi (pomellatura). Solo i maschi sono provvisti di trofei o palchi (comunemente chiamate corna), costituiti da due stanghe di tessuto osseo, che si rinnovano durante l'anno.

La distribuzione originaria del cervo in Italia comprendeva tutta la penisola, ma l'assoluta mancanza di ogni forma di conservazione nella prima metà del secolo scorso lo aveva spinto sull'orlo dell'estinzione a causa della pressione venatoria e della diminuzione dell'habitat ideale.
A partire dagli anni '60, l'abbandono delle montagne da parte delle popolazioni rurali, l'istituzione di aree protette e una maggiore sensibilizzazione anche negli ambienti venatori, hanno permesso il ritorno di condizioni adatte alla specie. Oggi, a partire dai comprensori alpini, insieme a numerose reintroduzioni, il cervo sta riconquistando quegli spazi da cui era stato escluso. Nel Lazio popolazioni stabili selvatiche di cervo sono presenti solo nella Riserva di Castel Porziano (RM), nella Riserva della Duchessa e nel versante laziale del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. A questi si aggiungono gli esemplari reintrodotti sui Monti Simbruini.
Il cervo è una specie forestale che si adatta a vivere in situazioni diverse: dal livello del mare fino a oltre i 2000 metri di altitudine, nei boschi come nei pascoli d'alta quota. Il suo habitat ottimale è costituito da vaste foreste di boschi cedui disetanei (composti di alberi di età diverse) intervallati da ampie radure e con abbondante presenza di acqua, che non viene utilizzata solo per bere, ma anche per i bagni di fango, utili sia per la rimozione dei parassiti sia come refrigerio nella calura estiva. Il cervo costituisce una delle prede naturali del lupo. I piccoli possono essere predati anche dalla volpe, mentre le carcasse offrono cibo alle specie onnivore, come l'orso ed il cinghiale e agli uccelli necrofagi, come l'avvoltoio grifone.
L'area Faunistica è nata nel 2008 in località Prataglia a Cervara di Roma, estesa circa 3 ettari, ospita un piccolo nucleo di Cervi, nati in cattività. I cervi provengono dall'area faunistica di Villavallelonga nel Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise.

Fino al 2015 si sono registrati 15 eventi riproduttivi, di cui già 13 esemplari rilasciati in natura
Da Piano di gestione, l'area faunistica è destinata ad ospitare al suo interno un massimo di tre animali, di conseguenza i nuovi nati vengono rilasciati in natura, andando a rinfoltire i branchi di cervi già presenti nel territorio. Inoltre vengono radio collarati e seguiti nei loro spostamenti nel Parco dal personale dell'Ente.
I tre adulti (il maschio e le due femmine) presenti dal 2008, continueranno ad abitare l'area per le attività di educazione ambientale e ripopolamento dei nuovi nati.
Infatti presso l'area faunistica si organizzano visite didattiche dove attraverso "dimostrazioni" di monitoraggio radiotelemetrico vengono illustrate le modalità con le quali vengono monitorati i cervi reintrodotti in libertà.
Gli animali vivono in uno stato di semi-libertà e vengono alimentatati soprattutto in inverno, dal personale del Servizio Naturalistico del Parco con fieno e mais.

Orari: Le visite guidate all'area faunistica vanno preventivamente prenotate all'ufficio comunicazione del Parco promozione.sviluppo@simbruini.it
Per ulteriori informazioni contattare l'ufficio comunicazione del Parco dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 13.30: 0774/827221.

Ingresso: Costi: € 3,00 a persona Bambini fino a 6 anni ingresso gratuito

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Info e contatti

2019
  • Studi e monitoraggi naturalistici