Riserva Naturale Regionale

Macchiatonda

Zucchina con fiore

Prodotto Natura in Campo

Le cultivar utilizzate per la produzione della zucchina con il fiore sono riconducibili, dal punto di vista morfologico, alle tipologie di zucchina: bianco, nero e romanesco. Il frutto di forma da cilindrica a leggermente clavata (tipo Bianco) o poligonale irregolare, tendente al cilindrico (tipo Nero) o cilindrica con costolature molto pronunciate (tipo Romanesco), presente un colore variabile dal verde chiaro con striature più intense al verde scuro. La lunghezza del frutto non risulta essere inferiore a 10 cm mentre il peso unitario minimo è di 50 grammi. Il fiore di colore giallo tendente all'aragosta, è sinonimo di freschezza e salubrità del prodotto, che è la sua caratteristica principale ed univoca rispetto ad altri prodotti. Il sapore varia dal dolciastro all'erbaceo a seconda della tipologia; la pasta risulta essere morbida. Il prodotto viene commercializzato in cassette di plastica, cartone o legno di peso variabile tra i 3-5 kg. La semina viene eseguita direttamente sia in pieno campo che in tunnel oppure in semenzaio; il trapianto si effettua da settembre a fine gennaio per le serre, e da marzo a settembre in pieno campo, utilizzando piantine con minimo 1 foglia vera dotata con pane di terra. Le piante possono essere tutorate per la crescita in verticale. La raccolta, manuale, avviene entro il giorno dopo la fioritura per il tipo "bianco" e "nero" e appena il fiore è aperto per il tipo "romanesco". Le zucchine poste all'interno delle cassette vengono immediatamente commercializzato; raramente vengono poste nelle celle frigo, in attesa della spedizione.

Dalla statistica murattiana del 1811 si evince che in Terra di Lavoro, regione in cui ricadeva, prima del 1927, il Lazio meridionale, fra gli ortaggi vi è una gran varietà di cucurbitacee, specialmente il popone del volgo, il mellone d'acqua (cucurbita citrullus) il melone di pane (cucumis melo) il citriuolo (cucumis sativus) e zucche di tutte le varietà, cucurbite e cocozzelle. Nella zona di Fondi e Sperlonga si cominciano a produrre intorno agli anni '50 (Memoria illustrativa della carta della utilizzazione del suolo del Lazio, Elio Migliorini, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Roma, 1973), anche se la produzione rimane limitata agli orti familiari. Grazie alle opere di bonifica, alle irrigazioni, ai miglioramenti dei trasporti e all'aumentata domanda interna dei prodotti del suolo, progressivamente si estendono le aree di particolare intensità colturale nell'Agro Pontino e nella Piana di Fondi.

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Zone di produzione

Fondi(LT); Sperlonga(LT); Santa Marinella(RM); Ventotene(LT);