Riserva Naturale Regionale

Valle dell'Aniene

RomaNatura
Valle dell'Aniene

Uomo e territorio

Le numerose anse del fiume Aniene, un fiume che ha le sue sorgenti sui monti Simbruini e, dopo circa 120 km di percorso confluisce nel Tevere a nord di Roma, caratterizzano il tratto urbano del corso d'acqua. Il suo letto taglia trasversalmente alcuni dei quartieri più densamente popolati del quadrante orientale della città, dal Grande Raccordo Anulare alla confluenza col Tevere, mentre nel tratto extraurbano predomina la morfologia della Campagna romana con elementi di grande interesse quali le sorgenti dell'Acqua Vergine, il cratere dell'antico lago di Castiglione e l'area di Pantano Borghese.

Storia del territorio

Non lontano da qui, nel 1929, lavori di scavo in una cava di ghiaia portarono alla scoperta dei resti del cosiddetto "uomo di Saccopastore". In un'ansa del fiume subito a valle del ponte, sulla sponda sinistra presso l'attuale via di Saccopastore, venne alla luce un cranio umano antichissimo pressoché integro, privo di mandibola e presumibilmente femminile. Precedentemente, nella stessa località, erano stati rinvenuti resti fossili di grandi mammiferi estinti come l'Elephas antiquus e l'Hippopotamus major. Un secondo cranio, scoperto nel 1935 durante un sopralluogo sul sito da parte dei paleontologi Alberto Carlo Blanc (lo stesso del celebre Riparo Blanc al Circeo) e Hanry Breuil e noto come "Saccopastore 2", fu rinvenuto frammentato in tre parti e risulta mancante della mandibola, di tutta la volta cranica, di parte della base e della regione orbitaria di sinistra. I due crani, ma soprattutto il primo, rappresentavano i resti più integri rinvenuti fino ad allora in Europa dell'uomo di Neanderthal. Pur presentando un insieme di caratteri in comune con l'uomo di Neanderthal "classico", il cosiddetto "uomo di Saccopastore" se ne differenzia in realtà per alcune particolarità morfologiche e per la maggiore antichità: l'età dei crani e del terrazzo fluviale dove sono stati rinvenuti, inizialmente fissata a 80.000 anni fa, è stata in anni recenti retrodatata a ben 125.000 anni fa. Attualmente i crani sono esposti al museo di Antropologia "Giuseppe Sergi" dell'Università La Sapienza.