Riserva Naturale Regionale

Tor Caldara

Uomo e territorio in Riserva Naturale Regionale Tor Caldara

Uomo e territorio

La riserva naturale "Tor Caldara" è situata sul litorale Tirrenico nel territorio del Comune di Anzio (Roma) all'altezza dei km 34.400 della Litoranea Anzio-Ostia.

Storia del territorio

Sino al secolo scorso la piana costiera a sud della foce del Tevere, fino al Circeo, era occupata da immense foreste quali la Selva Laurentina, la Selva di Nettuno, la Macchia di Cisterna e la Macchia di Terracina di cui sopravvivono circa 3000 ettari all'interno del parco nazionale dei Circeo. I poco più di 40 ettari della macchia di Tor Caldara costituiscono un aspetto della Selva di Nettuno, originariamente estesa tra Torre Astura, Tor S. Lorenzo e Campo di Carne. L'area di Tor Caldara fu frequentata sin dall'antichità, come testimoniano strumenti in pietra ritrovati sul luogo: la zona rilevata, doveva costituire un ottimo osservatorio per la caccia alla selvaggina che frequentava, numerosa, le antiche piane costiere. Non mancano reperti dell'età del bronzo mentre al periodo romano risalgono le strutture di una villa marittima che occupava gran parte del promontorio e che è stata messa in luce nella campagna di scavi archeologici dell'estate 1999.

A Tor Caldara per alcuni secoli fu attiva una solfatara, a partire dal Cinquecento, allorché venne pure eretta la torre a pianta circolare (un tempo chiamata Torre delle Caldane) utilizzando materiali di recupero provenienti dagli edifici romani presenti sul promontorio. Uno è ancora visibile e si tratta di una villa del I-III secolo d.C. portata alla luce una quindicina d'anni fa.

Quanto alla torre circolare, posta sul punto più rilevato dell'area, fu realizzata nel medioevo a difesa dalle frequenti incursioni di pirati saraceni ed ottomani, ma fu Marc'Antonio Colonna a darle, verso il 1565 l'attuale aspetto. Nel 1813 l'edificio fu gravemente danneggiato nel corso dello sbarco di truppe inglesi. Le solfatare, antiche miniere di zolfo a cielo aperto, riattivate dallo stesso Colonna, restarono in servizio per alcuni secoli ed hanno restituito abbondante materiale ceramico riferibile alle vecchie "caldane", recipienti in terracotta utilizzati per l'estrazione dei minerale.

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