Acero campestre
Nella foto: Acero campestre

Acero campestre

L’acero campestre (Acer campestre), famiglia Aceraceae,  è una pianta caducifoglie di piccole dimensioni, con chioma sferica e molto ramificata. Diffuso in tutte le regioni italiane, soprattutto in Emilia dove veniva utilizzato spesso, insieme all’olmo, per sostenere i filari di vite. Chiamato anche Oppio e Testuccio, fiorisce in aprile-maggio con infiorescenze a corimbo di colore verdastro e i frutti maturano fra settembre e ottobre.

ECOLOGIA:
specie moderatamente eliofila, è presente all’interno di boschi misti di latifoglie (querce, carpini, ecc.) di pianura e collina, fino a 800 metri di quota, e lungo margini boschivi e cespuglieti.

DISTRIBUZIONE:
Europa, Africa nord-occidentale, Asia Minore, Caucaso. Comune in tutto il territorio italiano.

USI:
è conosciuto anche con il nome di Loppe ed il legno era molto utilizzato nelle campagne per sostenere i filari di vite, per costruire utensili agrari e da cucina. Viene anche usato come pianta ornamentale.

CURIOSITÀ:
il legno degli aceri è adatto alla fabbricazione degli strumenti musicali. Fu Antonio Stradivari ad utilizzarlo per la prima volta, nel XVII secolo, per realizzare uno dei suoi violini. In particolare il legno dell’acero gli servì per costruire il ’ponte’ che sorregge le corde dello strumento.

 

LA CARTA D'IDENTITÀ

PORTAMENTO:
Chioma densa e regolarmente espansa

ALTEZZA:
Può raggiungere al massimo i 20 metri

FOGLIE:
Decidue, palmate, a 5 lobi arrotondati all’apice; colorazione autunnale gialla o rossa

FIORI:
Di colore verde-giallastro, in corimbi per lo più eretti

FRUTTI:
Disamara con semi appiattiti ed ali divergenti ad angolo piatto