Riserva Naturale Regionale

Monte Rufeno

AAA...........CERCASI CASSETTE NIDO

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3 MAG 2018

di Riserva Naturale Regionale Monte Rufeno

Uno dei metodi di studio e monitoraggio delle specie che nidificano o si riproducono nel nostro territorio si basa sull’utilizzo di nidi o rifugi artificiali.

Grazie a queste piccole costruzioni, in legno o cemento, è possibile offrire una possibilità di ricovero a diversi tipi di animali, come uccelli, piccoli roditori che vivono sugli alberi (per esempio il moscardino), e pipistrelli.

La particolare struttura dei nidi utilizzati consente un'attività di monitoraggio anche a lungo termine, rispettando precisi metodi e tempi di raccolta dati, che permettono di comprendere prima di tutto quali specie sono presenti nel territorio, quali sono nel dettaglio le dinamiche riproduttive di ogni specie ospite nei nidi (se nascono i piccoli e quanti sono) o se i rifugi vengono utilizzati in altri periodi dell’anno diversi da quello delle nascite (come nel caso dei pipistrelli maschi che si rifugiano nelle bat box anche in autunno o primavera). Altrettanto importate è la verifica dell’effettivo utilizzo dei rifugi e la sua variazione negli anni. Inoltre, se si riesce a “marcare” gli individui, cioè a riconoscerli uno per uno, magari con l’applicazione di un piccolo anello nel caso degli uccelli o di segni di riconoscimento, si possono ottenere dati anche sull’abbondanza della popolazione di quella particolare specie animale (un vero e proprio “censimento”).

Nella Riserva Monte Rufeno sono state collocate, in base a particolari disegni e metodi di campionamento, cassette nido per le cince, bat box lignee e di cemento per pipistrelli e cassette nido per il moscardino.

In molti casi la posa di casette e rifugi è legata alla necessità di creare siti idonei alla nidificazione di alcune specie delicate, per le quali una situazione di elevata antropizzazione del territorio rappresenterebbe un ostacolo. Il taglio delle piante mature nei boschi o di quelle deperienti nei parchi, giardini e campagne, ha portato alla rarefazione di cavità naturali idonee alla nidificazione di molte specie di uccelli e pipistrelli.

Nel nostro caso, per fortuna, si tratta di obiettivi strettamente di ricerca, utili però ad ottenere informazioni sullo stato di salute di popolazioni che colonizzano anche i territori al di fuori dell’area protetta, e che hanno quindi bisogno di attenzione e tutela da parte di tutti noi.

I nidi artificiali possono quindi rappresentare anche un forte spunto didattico ed educativo per studenti e cittadini, possono aiutare ad aumentare le conoscenze su certe specie, la loro utilità e le possibili conseguenze di un loro declino, aiutandoci ad acquisire maggiore sensibilità e rispetto del territorio in cui viviamo e in particolare della fauna selvatica che ci circonda.

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