Riserva Naturale Regionale

Macchia di Gattaceca e Macchia del Barco

La farfalla Euplagia quadripunctaria

La natura del Parco

La Riserva Naturale Macchia di Gattaceca e Macchia del Barco si estende tra la valle del fiume Tevere e i monti Cornicolani, con andamento prevalentemente collinare, con vaste aree destinate a pascolo e a uso agricolo. L'area è tutelata sia per il valore botanico dei suoi frammenti forestali che per l'intenso carsismo che si manifesta con grotte, inghiottitoi, "sventatori", doline. Fra queste ultime spicca il Pozzo del Merro, dolina di crollo tra le più profonde del mondo (circa 80 mt dal piano campagna e ulteriormente esplorato fino ad una profondità di 310 mt), che si caratterizza per le pareti ricoperte di fitta vegetazione e per la presenza di un lago sul fondo.

Il territorio della riserva naturale è situato tra la valle del fiume Tevere e i monti Cornicolani con caratteristiche principali legate ai boschi, ai fenomeni carsici e al paesaggio. La riserva si estende principalmente su colline di origine calcarea (Mesozoico) con un'altezza massima di 241m (in loc. Bosco Cerqueta) e ricche di fenomeni carsici (doline, grotte, inghiottitoi). Da ricordare l'imponente voragine denominata "Pozzo del Merro ", dolina di crollo con pareti subverticali fittamente ricoperte di vegetazione e un piccolo lago di notevole profondità (oltre 300m) sul fondo della depressione a circa 80 metri dal piano campagna. Completano i litotipi della Riserva le sabbie e argille plio-pleistoceniche di origine marina e i tufi provenienti dall'attività del Vulcano Sabatino (quaternario).

Circa la metà del territorio della Riserva è coltivata, per lo più a olivi e foraggiere. La formazione forestale più estesa è il bosco ceduo di cerro con un fitto strato inferiore di carpino orientale accompagnato da acero, pioppo, orniello, ciavardello, biancospino, corniolo, ligustro, prugnolo, melo selvatico, sorbo comune e nespolo. Lo strato erbaceo è largamente invaso dal pungitopo, mentre i protagonisti delle fioriture primaverili sono gli anemoni e i ciclamini. Storace, gigaro a foglie sottili e linaria purpurea sono comprese nelle liste rosse regionali.

La Riserva rappresenta ancora l'habitat ideale per molti animali. Tra i mammiferi sono presenti la volpe, il tasso, l'istrice, la faina, la donnola e la martora. L'avifauna forestale comprende piciformi, il cuculo, la ghiandaia, l'upupa, e molte specie di passeriformi. Tra i rapaci notturni sono presenti la civetta, l'allocco, l'assiolo e il barbagianni; tra i diurni, la poiana e il gheppio. Tra gli svernanti è censita la beccaccia. I rettili sono rappresentati dalla tartaruga terrestre la cui presenza è da confermare, dal geco, dall'orbettino, dalla lucertola campestre e muraiola, dal ramarro dall'accesa livrea verde nei maschi nel periodo riproduttivo. Tra gli anfibi: la rana verde, il rospo comune, il tritone comune ed il tritone crestato.