Uomo e Territorio

Foto di Luca Tringali
Nella foto: Foto di Luca Tringali

Area del Parco dell'Inviolata

Dolci colline con siti archeologici e torri medievali

Costituita da dolci ondulazioni collinari, con variazioni di quota tra 50 e 120 m s.l.m., l’area del Parco dell’Inviolata è sempre stata intensamente frequentata dall’uomo, che ne ha sfruttato la fertilità dei terreni e la ricchezza d’acqua.

L’evoluzione geomorfologica risulta essenzialmente condizionata dalle fasi erosive dovute ad eustatismo succedutesi per tutto il Quaternario. Il substrato risulta pertanto modellato soprattutto in funzione dei materiali costituenti. I dossi sono infatti costituiti da sedimenti di origine vulcanica, essenzialmente tufo litoide e tufo, grigio meno suscettibili all’erosione delle sabbie e delle argille sabbiose che costituiscono i versanti e le fasce adiacenti ai fossi. Da questi ultimi soprattutto è costituita l’idrografia superficiale, cui si aggiungono alcuni piccoli bacini lacustri di origine relativamente recente in località Tor Mastorta e aree limitrofe; alla confluenza del Fosso di Santa Lucia con il Fosso dell’Inviolata si origina il Fosso di Marco Simone, tributario di destra dell’Aniene.

Un’area costellata di siti archeologici, quelli preistorici si accompagnano ad un gran numero di ruderi di ville e tombe romane, a torri medioevali e vecchi casali agricoli, cioè a tutti gli elementi tipici della Campagna Romana. Il risultato è un paesaggio estremamente gradevole, per quanto “costruito” dall’uomo, che ne ha smussato le asperità lasciando integri gli ambienti più aspri e nascosti (forre e fossati in roccia, modellati dalle acque), tra i più belli e meglio conservati nell’area a nord-est di Roma compresa tra i fiumi Tevere e Aniene.

Proprio per il suo valore paesaggistico l’area è stata vincolata, nel marzo di quest’anno, mediante una “Dichiarazione di notevole interesse pubblico paesaggistico” ai sensi del D.L. 22 gennaio 2004. Simbolo della sua ricchezza archeologica è lo stupendo gruppo scultoreo della Triade Capitolina, rinvenuta in una delle ville romane all’interno del Parco e oggi conservata presso il Museo Archeologico “Rodolfo Lanciani” di Montecelio.

Foto di Luca Tringali - Antico casale tra Tor Mastorta e via della Selciatella.