Barachia

Crostatina di pasta frolla dalla forma a rosetta farcita internamente con marmellata di prugne, racchiusa fra i due dischi di pasta i cui bordi vengono sollevati e sapientemente manipolati, fino ad ottenere un'artistica cornice circolare. La barachia, ricavata dalla miscelazione di farina, uova, zucchero, strutto e appunto la marmellata, presenta come prima sensazione gustativa un sapore dolce delicato che successivamente si fa a contrastare con quello agrodolce della marmellata. La conservazione può protrarsi anche per 7 giorni circa.

Si tratta di una crostatina ricavata attenendosi scrupolosamente a ricette antichissime tramandate oralmente di madre in figlia e che si produce almeno da 100 anni, quando, cioè, agli inizi del '900, lo zucchero cominciò ad essere diffuso e consumato anche dalle famiglie meno abbienti. La forma a rosetta ha una valenza sacrale, allude alla perfezione divina e ricorda la decorazione delle facciate delle chiese romaniche, pertanto questo dolce tipico era preparato, un tempo, solo in occasioni religiose particolarmente importanti.

L'uso dello strutto data il prodotto ad un periodo un cui il burro costava troppo e non era sempre disponibile. L'origine del nome non è ben chiara, secondo gli anziani del posto sarebbe da ricollegare al greco e significa, pertanto "piccola torta", ma non si sa con precisione da chi è stata introdotta a Genazzano, se dai greci o dagli scutarini (di origine albanese) che in tempi diversi hanno occupato il territorio.

Dai un voto al prodotto