L'erosione delle spiagge

L'erosione delle spiagge

7 MAG 2019

di Direzione Capitale Naturale, Parchi e Aree Protette

Le piante possono rappresentare un ottimo strumento per monitorare l’erosione costiera lungo le nostre spiagge.

Questo esemplare di limonio comune, fotografato a Macchiatonda, ha le radici messe a nudo dall’azione del mare. Il fatto strano è che questa pianta alofila (che ama l’acqua salmastra) non dovrebbe trovarsi in questo habitat, bensì nei prati allagati retrodunali. Purtroppo l’erosione ha smantellato la duna, insieme a tutti gli organismi ad essa legati.

L’arretramento delle coste è accelerato dall’attività dell’uomo a causa della costruzione di dighe e dell’estrazione di inerti dai fiumi. Anche i porti possono influenzare negativamente la dinamica litoranea. A causa dell’innalzamento della temperatura, gli oceani e i mari si espandono.

Nella Riserva di Macchiatonda il fenomeno erosivo è facilmente quantificabile. I bunker tedeschi, costruiti durante la II Guerra Mondiale, oggi si trovano in mare, a circa ottanta metri dalla riva.

Foto di Emanuele De Zuliani