Parco Naturale Regionale

Monti Ausoni e Lago di Fondi

Itinerari

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Itinerari ed Escursioni nel Parco Naturale Monti Ausoni e Lago di Fondi. Il territorio del Parco Naturale Monti Ausoni e Lago di Fondi può essere attraversato con un approccio diverso, dove il camminare diviene conoscenza. Nel corso dei secoli questa superficie, di cui ora una buona parte è … leggi tutto

Itinerari ed Escursioni nel Parco Naturale Monti Ausoni e Lago di Fondi.

Il territorio del Parco Naturale Monti Ausoni e Lago di Fondi può essere attraversato con un approccio diverso, dove il camminare diviene conoscenza. Nel corso dei secoli questa superficie, di cui ora una buona parte è regolamentata, come area protetta della Regione Lazio, è stata incisa, disegnata, costruita sovrapponendo incessantemente un sistema di segni culturali ad un sistema di segni naturali originari. La morfologia e, dunque, il paesaggio sono stati scolpiti, disegnati, tagliati, scavati, sconvolti per essere vissuti nuovamente attraverso i segni archetipi dell’azione umana. Le lunghe file di pietre infisse nel terreno, i recinti di foglie e di rami, le sinuosità della terra vengono utilizzati come mezzi di appropriazione dello spazio col camminare, azione primaria verso la natura arcaica e segno di antropizzazione di un paesaggio primitivo ogni volta quasi a ricominciare da capo la storia del mondo. La sentieristica e, di riflesso, l’escursionismo possono essere intesi come il ritrovamento di una disciplina che riguarda l’arte della terra per confrontarsi con lo spazio naturale e con il tempo infinito. Camminare è una linea sul terreno ed il risultato di quest’azione potrebbe restare solo nel ricordo o in una pellicola fotografica e che scomparirebbe al rialzarsi dell’erba se nessuno camminasse più in quel luogo. Oggi il camminare, inteso come atto di celebrazione attraverso la natura può diventare esperienza estetica, ambientale ed ecologica. L’esperienza del percorso, entro un territorio, come eredità di un’azione passata legata allo sfruttamento e sostentamento, cede il passo ad una caratterizzazione diversa che trova significato nel primordiale fenomeno dell’erranza come modo di abitare un territorio privo di confini. E questa parte di territorio, se anche limitata e definita, reclama l’innata erranza dell’uomo, che ha necessità di camminare senza una meta, di perdere tempo e di perdersi nel tempo attraverso un ambiente percepito come sconfinato. Emblema di questo che stiamo dicendo è la più antica testimonianza dell’esistenza dell’uomo, un’impronta fossile di un percorso avvenuto quasi quattro milioni di anni fa ritrovato in Tanzania. Passi che non hanno né una partenza né un arrivo: sono solo un semplice camminare ed un semplice incontrare situazioni. MV.

 

 

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