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7 Maggio 2026

Dalla cura alla libertà: tre ricci protagonisti di un intervento di tutela

Operazione di recupero e reintroduzione in natura

Nei giorni scorsi, un cucciolo di riccio è stato consegnato ai Guardiaparco del Parco dei Castelli Romani, dove è stato immediatamente accudito e nutrito nelle prime ore, decisive per garantirne la sopravvivenza. Un gesto di attenzione verso la natura si è trasformato in un importante intervento di conservazione della biodiversità.

Dopo il primo soccorso, il piccolo è stato trasferito presso il Centro di Recupero per la Fauna Selvatica LIPU di Roma per le cure del caso. Parallelamente, altri due ricci, tra cui uno albino piuttosto raro, sono stati affidati dalla LIPU, una volta completato il percorso di riabilitazione, ai Guardiaparco e successivamente liberati nel territorio dell’area protetta.

I ricci sono preziosi alleati dell’ambiente: si nutrono di insetti, larve e piccoli invertebrati, contribuendo al controllo naturale delle popolazioni di specie potenzialmente dannose. La loro presenza è indice di un ecosistema sano e ben equilibrato.

È fondamentale ricordare che i piccoli di riccio non devono essere raccolti o toccati, se non in presenza di condizioni evidenti di pericolo, come ferite, immobilità o situazioni di rischio imminente. Un intervento non necessario può compromettere la loro sopravvivenza, separandoli dal loro habitat e dalla madre. In caso di dubbio, è sempre consigliabile contattare i Guardiaparco o centri specializzati come la LIPU, evitando azioni improvvisate.

Ognuno può contribuire alla loro tutela con semplici azioni quotidiane: evitare l’uso di pesticidi e lumachicidi, mantenere piccoli spazi naturali nei giardini e prestare attenzione sotto le cataste di legna dove spesso i ricci si rifugiano, e durante l’uso di attrezzi da giardino.

È inoltre fondamentale rallentare sulle strade, in particolare quelle che costeggiano aree verdi e boscate, poiché questo è il periodo in cui i giovani ricci, ma anche altri esemplari della fauna selvatica, iniziano a muoversi e non percepiscono il pericolo rappresentato dai veicoli.

Questi semplici gesti possono fare la differenza nella salvaguardia della fauna selvatica e del patrimonio naturale del Parco, e rappresentano un esempio concreto di collaborazione tra cittadini ed istituzioni.

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