Riserva Naturale Regionale

Selva del Lamone

Selva del Lamone

Uomo e territorio

A lungo la Selva del Lamone è stata considerata un luogo tra i più impenetrabili. La sua inospitalità è già ben descritta da Annibal Caro che nel 1537 scriveva: "Entrammo poi in una foresta tale, che ci smarrimmo; tempo fu ch'io credetti di non aver mai più a capire in paese abitato, trovandone rinchiusi e aggirati per lochi dove l'altrolabio e 'l quadrante vostro non avrebbero calcolato l'sito de' burroni e gli abissi de' catrafossi in che ci eravamo ridotti".

Oggi la Selva resta un luogo difficile da esplorare, ma è pur sempre percorsa da una serie di strade sterrate, che si sviluppano per circa 50 km e sono percorribili anche con l'automobile. Più complessa e lunga è la rete dei sentieri, alcuni dei quali sono stati destinati a uso turistico.

Storia del territorio

La prima frequentazione dell'uomo, documentata dal ritrovamento di resti di fori di palificazione e frammenti di vasi ceramici, è riferibile alla fine dell'età del Bronzo (XII-X sec. a.C.). Il nome "Farnese" compare per la prima volta in documenti del 1210, ed è poco dopo che la storia del paese si lega a quella dell'omonima nobile famiglia – da cui provengono protagonisti come papa Paolo III o i duchi di Castro - con un ruolo di primo piano nelle vicende storiche dell'Italia centrale dal Medioevo fino al '700.

Ricchissima è la stratificazione archeologica nella zona della Riserva, dal paleolitico medio ai giorni nostri, con resti di necropoli, villaggi fortificati di vari periodi (età del Bronzo, periodo etrusco e medievale), fattorie e strade romane, pievi rurali, capanne di pastori e carbonai.

In località Crostoletto nel 1966 venne individuato un sito protostorico comprendente un abitato ed una necropoli caratterizzati da muraglioni a secco e tumuli sepolcrali, costruiti con i massi lavici della Selva del Lamone. Vennero effettuati scavi archeologici, poi nel 1972 alcuni lavori agricoli portarono ad una parziale distruzione del sito. L'area dell'insediamento indagato si estende per circa 25 ettari, anche se altri rinvenimenti relativi a capanne all'interno della Selva fanno pensare che in origine fosse più ampio. L'analisi dei materiali indica una frequentazione dall'Eneolitico (età del Rame) fino al Bronzo finale.

I più interessanti materiali archeologici ritrovati nella Riserva Naturale della Selva del Lamone e dintorni, sono raccolti nel Museo Civico "Ferrante Rittatore Vonwiller", in Via Colle San Martino a Farnese.

ll Museo è composto da una prevalente sezione archeologica e una naturalistica.

Importanti sono i materiali preistorici da Roppozzo, i corredi funerari delle tombe Rinaldoniane di Palombaro, i reperti provenienti da varie grotte santuario, la mostra permanente degli scavi del sito protostorico di Sorgenti della Nova, i reperti etruschi da Naviglione e Rofalco ed infine le ceramiche medievali e rinascimentali dai "butti" di Farnese.

Tra le feste locali la più nota è forse quella di Primavera, che si tiene a maggio sugli ampi prati del Roppozzo, con programma di più giorni che prevede passeggiate a piedi, a cavallo e in mountain bike, concerti musicali, assaggi di gastronomia e vino locale, esibizione di artisti di strada.