Uomo e Territorio

Le Grotte di Pastena e Collepardo
Nella foto: Le Grotte di Pastena e Collepardo

Le Grotte di Pastena e Collepardo

Le Grotte di Pastena, scoperte nel 1926 dal barone Carlo Franchetti, sono tra i maggiori complessi speleologici della nostra penisola e consentono di ammirare, attraverso un percorso turistico, le forme del carsismo sotterraneo: maestose e suggestive sale, stalattiti, stalagmiti e colonne dalle forme bizzarre, laghetti e fragorose cascate, rendono la visita alle grotte un’esperienza emozionante.

Grotte di Collepardo e Pozzo d’Antullo

Due geositi di straordinario interesse situati nel comune di Collepardo:

Le Grotte, visitate anche dalla Regina d’Italia Margherita di Savoia nel 1904, affascinano con la maestose volte ricche di stalattiti multiformi, che spesso si collegano alle stalagmiti che si innalzano verso di loro, in un processo lentissimo e ancora attivo (mediamente con una crescita  che varia da minima di 1 mm ogni 20 anni ad 1 mm ogni 3 anni, a seconda della temperatura dell’aria e dell’intensità dello stillicidio, cioè dalla velocità di  gocciolamento dell’acqua). Lo spettacolo delle stalattiti e stalagmiti è di un fascino ineguagliabile: per la singolarità delle forme che riecheggiano figure umane ed animali ,  furono denominate “Grotte dei Bambocci”.

Il Pozzo d’Annullo, a circa 1 km dall’abitato di Collepardo, alle pendici dei monti La Monna e Rotonaria, nel complesso degli Ernici: è una grandiosa voragine di origine carsica (diametro superiore 140 m, perimetro superiore 370 m, profondità circa 60 m) creatasi a seguito dello sprofondamento della volta di una grotta. Presenta delle curiose stalattiti curve, generate probabilmente dal vento proveniente dai cunicoli laterali, che modifica la deposizione dei cristalli di calcare. Il fondo è coperto da una ricca e lussureggiante vegetazione. Secondo un’antica tradizione e fino a qualche decennio fa vi venivano calate le pecore e lasciate qui per mesi a pascolare. La voragine ha ispirato curiose leggende: una di esse narra che nel luogo dove è situato  il pozzo, un tempo ci fosse un’aia dove alcuni contadini miscredenti, non onorando la festività della Madonna dell’Assunta, vollero battere il grano anche in questo giorno sacro. Per punirli la divina provvidenza fece sprofondare l’aia, dando vita all’enorme cavità.