Progetto

IL PROGETTO MACROSTIGMA

Il Progetto

Il "Progetto Macrostigma" nasce nel 1996 ma l'embrione è datato ai primi del '900, quando, sulle ...

Il “Progetto Macrostigma” nasce nel 1996 ma l’embrione è datato ai primi del ‘900, quando, sulle sponde del Lago Fibreno venne realizzato un incubatoio ittico per la riproduzione artificiale della trota locale autoctona, la Trota macrostigma (Salmo [trutta] macrostigma).

La popolazione di Trota macrostigma presente nel Bacino del Fibreno costituisce un enorme e importantissimo patrimonio biologico e naturalistico; questo Salmonide, considerato la trota indigena del bacino tirrenico-mediterraneo, (areale originario Italia, Corsica, Marocco, Algeria, Tunisia, Grecia e Turchia) sia per la distruzione degli habitat, sia per la immissione massiccia di specie alloctone a scopo di pesca (Trota fario e iridea) è attualmente in grave pericolo di estinzione. E il Bacino del Fibreno, appunto, (Lago e Fiume Fibreno, Torrente Carpello, Rio di Fontechiari) rappresenta, in Italia, uno degli ultimi areali dove è ancora presente una discreta popolazione di questa trota tanto che uno dei principali obiettivi dell’istituzione della Riserva Naturale Regionale Lago di Posta Fibreno è proprio la tutela e la conservazione di questo Salmonide e del suo habitat.

Come detto, nel 1996, la Riserva Naturale, in collaborazione con l’Università di Siena, le amministrazioni provinciali di Frosinone e Siena e lo Stabilimento Ittiogenico di Roma, inizia il progetto di riproduzione artificiale che ha come finalità sia l’incremento numerico della popolazione di macrostigma nelle acque del Bacino del Fibreno sia il consolidamento della “purezza” genetica di tale popolazione di trota autoctona.

Il Progetto, in sintesi,  consiste nell’effettuare la riproduzione in condizioni artificiali degli individui di trota con morfotipo riferibile al “tipo macrostigma” e nello spostare all’esterno del bacino gli individui con morfotipo riferibile al “tipo ibrido” o “tipo fario” e si articola nelle seguenti fasi:

CATTURA RIPRODUTTORI

Tra i mesi di gennaio e marzo si procede alla cattura, nel Bacino del Fibreno, dei riproduttori, mediante l’uso di un elettrostorditore e di retini o il posizionamento di nasse. Gli esemplari di trota catturati, maschi e femmine, vengono sottoposti già sul posto ad una prima selezione e se “idonei” alle finalità del progetto vengono trasferiti presso le vasche dell’incubatoio ittico; se non “idonei” vengono prontamente liberati nelle stesse acque. (Foto 1-6)

SELEZIONE RIPRODUTTORI

Premesso che anche nel Bacino del Fibreno la popolazione di Trota macrostigma autoctona ha risentito l’impatto e l’inquinamento genetico causato dalle immissioni di Trota fario, in questa fase, importantissima, si selezionano accuratamente le trote catturate in base alle caratteristiche fenotipiche della livrea “macrostigma”:

macchia preopercolare ben evidente;

presenza di 9-13 macchie “parr”;
assenza di macchie nere sul dorso;
assenza di macchie rosse con alone bianco sui fianchi (sono compatibili solo macchie arancio o mattone senza alone bianco verso la coda);
presenza di macchie nere sui fianchi anche con alone chiaro (da 20 a 60);
ventre grigiastro con addome bianco;
pinna adiposa mai rossa o arancio.

Gli esemplari che presentano caratteristiche fenotipiche discordanti e diverse (tipo fario) o frutto di mescolamenti genetici (tipo ibrido o leopardo) ascrivibili a “non macrostigma” vengono spostati a valle di uno sbarramento artificiale esistente sul Fiume Fibreno e isolati materialmente dal “bacino della macrostigma” per consolidare la purezza genetica della trota autoctona. (Foto 7-8)

È auspicabile che in futuro si possa utilizzare, per rendere geneticamente ancora più efficace il progetto, anche un set di marcatori genetici di impiego rapido che consentano di selezionare su base biologica, quindi certa, l’appartenenza dei riproduttori alla specie macrostigma.

SPREMITURA E FECONDAZIONE UOVA

I riproduttori, nelle vasche dell’incubatoio, vengono separati (maschi/femmine) e vengono leggermente narcotizzati con l’impiego di aceton cloroformio per rendere più agevole la manipolazione e limitare lo stress. Prima di procedere alla spremitura tutti i riproduttori selezionati vengono registrati, misurati e pesati. 

Si inizia con la spremitura (leggera frizione/pressione manuale sul ventre) delle femmine “mature” per stimolare e aiutare la deposizione delle uova che vanno riposte momentaneamente in una bacinella senza acqua. Subito dopo, tali uova, vengono fecondate attraverso l’immissione del liquido seminale maschile prodotto dalla spremitura dei maschi e, per facilitare la fecondazione, il tutto viene delicatamente mescolato con una piuma di gallina. Dopo alcuni minuti le uova fecondate vengono sciacquate in acqua corrente e trasferite in apposite cassette “californiane” dove un sistema di acqua a caduta permette una costante e continua ossigenazione delle stesse. Terminate le operazioni i riproduttori, riprese le normali funzioni vitali nelle vasche dell’incubatoio, vengono liberati nelle stesse acque dove erano stati precedentemente catturati. (Foto 9-22)

INCUBAZIONE UOVA ED ESCLOSIONE

Circa 20 minuti dopo la collocazione delle uova nelle cassette californiane si procede, molto delicatamente, alla rimozione delle uova non fecondate e successivamente a questa prima fase, le uova, vengono disturbate il meno possibile fino alla comparsa delle vescicole ottiche (i futuri occhi); questo per evitare di compromettere i processi di segmentazione ed embriogenesi.

Successivamente alla comparsa degli occhi, le uova vengono quotidianamente pulite e curate, rimuovendo uova morte o quelle attaccate da patologie fungine; questa è una fase che richiede una particolare attenzione per prevenire la comparsa di patologie che potrebbero compromettere tutto il lavoro.

Dopo circa 40 giorni inizia l’esclosione delle uova e la fuoriuscita degli avannotti; in questa fase vengono rimossi quotidianamente gli avannotti poco vitali o morti. (Foto 23-25)

CRESCITA E SEMINA AVANNOTTI

Gli avannotti, dopo circa un mese dalla nascita, prima che sia completato il processo di riassorbimento del sacco vitellino, vengono prelevati dalle cassette e trasportati nelle località del Bacino del Fibreno ove già le trote, al naturale, effettuano la frega (riproduzione) e qui vengono seminati (rilasciati) in quelle stesse acque.

Inoltre, gli avannotti, vengono seminati anche in altre località del Bacino dove si presume sia minore la pressione predatoria da parte di trote adulte, anguille ed altro. (Foto 26-27)

 

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