Osso di seppia

Osso di seppia

5 FEB 2019

di Direzione Capitale Naturale, Parchi e Aree Protette

Chi non conosce o non ha mai visto un “osso di seppia”! Si tratta delle vestigia di una conchiglia (interna) che l'animale utilizza per il galleggiamento.
Ma quanti hanno sentito parlare dell'assone gigante di questo mollusco cefalopode?
Si tratta di una fibra nervosa di un millimetro di diametro che controlla parte del sistema di propulsione a getto d'acqua della seppia comune.
Fu scoperto a metà degli anni ‘30 del secolo scorso, dallo zoologo inglese John Zachary Young. La seppia ha evoluto un assone gigante per migliorare la propria velocità di fuga dai predatori. Alan Hodgkin e Andrew Huxley ricevettero il premio Nobel per la medicina nel 1963 "per aver rivelato i meccanismi ionici dei potenziali di azione", studiando la seppia.
Sempre grazie alla seppia, nel 1970 Sir Bernard Katz, Ulf von Euler e Julius Axelrod furono in grado di dimostrare come i neurotrasmettitori chimici, che formano la base delle comunicazioni tra neuroni, riescono a mandare informazioni da una cellula nervosa ad un'altra.

Foto di Emanuele De Zuliani
Archivio fotografico della Riserva Naturale Regionale Macchiatonda