Bracconaggio ad alta quota nel Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini

Bracconaggio ad alta quota nel Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini

21 NOV 2018

di Direzione Capitale Naturale, Parchi e Aree Protette

A seguito di attività di indagini effettuate per il contrasto al fenomeno del bracconaggio, il personale Guardiaparco del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, a fine ottobre, ha fermato una persona intenta in attività venatoria all'interno del territorio dell'Area Protetta. I Guardiaparco, infatti, stavano effettuando uno specifico servizio anti bracconaggio nel territorio montano del comune di Filettino (FR), a quote comprese tra i  1.600 e 2.100 m sul livello del mare lungo il confine con la regione Abruzzo, quando hanno fermato una persona munita di fucile da caccia e con cane al seguito che si muoveva nel territorio del Parco in attività venatoria. La persona, di 33 anni è risultata poi essere un residente in regione Abruzzo. L'area in cui sono avvenuti i fatti è a circa 2.000 m di quota ed è costituita da praterie di montagna caratterizzate anche dalla presenza della Coturnice (Alectoris graeca), una specie della famiglia dei Fasianidi che è oggetto di specifici progetti di studio e tutela da parte della Regione Lazio e del Parco Naturale dei Monti Simbruini. Il Parco dei Monti Simbruini è la più grande area protetta della regione Lazio ed ha caratteristiche tipiche dell'Appennino centrale con presenza di specie faunistiche anche di rilevanza Comunitaria. Alla persona, fermata in flagranza di reato, sono state sequestrate l'arma e le munizioni in suo possesso; successivamente si è provveduto ad effettuare la denuncia a piede libero alla competente Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone per attività venatoria, introduzione di arma da fuoco nonché disturbo della fauna selvatica in Area Protetta, attività queste espressamente vietate dalla normativa.

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