Parco Naturale Regionale

Monti Aurunci

Il Circeo e la Riviera di Ulisse salendo verso la vetta

Monte Ruazzo da Acquaviva

L'itinerario in pillole
Medio - Difficile 510 m
3h 3,5 km

Monte Ruazzo è senz'altro una delle vette più caratteristiche e “popolari” dell'intero territorio del Parco, con il suo tipico profilo conico che domina tanto il Golfo di Gaeta quanto le aree interne che danno su Itri.

Si parte dal Rifugio di Aquaviva, per raggiungere il quale è necessario seguire la strada asfaltata che da Maranola porta al Redentore; giunti alla località “Quadrivio”, si prosegue dritti, seguendo il segnale per il Rifugio, lungo una sterrata in condizioni tutto sommato buone. Si può lasciare l'auto presso la sorgente prossima al Rifugio, oppure in uno degli spiazzi che si trovano poco prima.

Da Acquaviva si segue il sentiero n. 956, che si immerge immediatamente in un fitto bosco di lecci, per salire con dislivello abbastanza graduale fino al promontorio di Monte Mesole, quota 1056; si tratta di una cima affusolata (raggiungibile con una brevissima deviazione verso destra), che si rivolge verso l'interno, con vista su Monte Revole da un lato e sul Redentore dall'altro.

Proseguendo sul 956, si scavalla verso la località “Fosso di Fabio”: dal lecceto si passa al bosco misto e, quindi, alla faggeta, che diviene via via più fitta e maestosa. All'altezza dell'incrocio con il sentiero 956b, proveniente da Sella Viola, si trova la grotta detta “Fosso di Fabio” che denomina l'intera area. Si tratta di un antro di dimensioni ragguardevoli e con imbocco molto impervio, mezzo nascosto dalla fitta vegetazione, che ci ricorda prepotentemente le origini carsiche del massiccio montuoso.

Avanzando nel bosco, che in primavera è punteggiato di fiori di vario genere, si giunge al crinale, dove si incontra il sentiero n. 920 proveniente dal Rifugio di Tozze. Da qui, si esce gradualmente dalla foresta, e ci si impegna su pendenza più apprezzabile; lo scenario si apre verso Fondi e il Circeo. Approssimandosi alla cima lo sguardo spazia anche sull'altro versante, fino ad aprirsi sull'intero Golfo di Gaeta dalla vetta, oltre che sul sottostante, suggestivo altopiano carsico conosciuto come “Valle di Sciro”.

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