Crinale del Campetelle

Il tetto degli Aurunci

L'itinerario in pillole
Medio - Facile 250 m
4h 7,7 km

L'escursione che si propone qui offre vari spunti di interesse e tocca le tre vette più elevate dell'intero Parco, ossia i monti Sant'Angelo, Campetelle e Petrella (l'unica vetta d'Europa d'Europa a strapiombo sul mare con altitudine di oltre 1500 metri).

La possibilità di giungere in auto all'area picnic di Valliera dal paese pedemontano di Maranola permette inoltre di ridurre al minimo il dislivello, e di effettuare un'escursione tutt'altro che ostica.

Da Valliera si segue la sterrata – coincidente con il sentiero n. 962 da Pornito - fino alla sorgente di Canale, la più alta in quota dell'intera catena montuosa a circa 1250 metri slm, per svoltare decisamente a destra sul sentiero n. 913c. Su sentiero ben evidente e attraverso una foresta mista di conifere e faggi, si raggiunge agevolmente e con dolce dislivello la vetta di Monte Sant'Angelo, quota 1404 e terza cima degli Aurunci: si tratta di una balconata tra le più belle del Parco, con lo sguardo libero di spaziare su tutto il Golfo di Gaeta, verso il Circeo, le isole, il Vesuvio e la Penisola Sorrentina.

Da qui, come a voler tornare indietro, si imbocca in realtà il sentiero n. 913, puntando con decisione la vetta del Campetelle lungo il crinale pietroso e soleggiato che la precede. Si arriva quindi sulla seconda vetta del Parco, a quota 1494, in uno scenario di tipico carsismo di superficie e con una veduta nuovamente notevole, che si apre anche verso l'interno.

Sempre lungo il 913, si prosegue in uno scenario che cambia parzialmente: si scende leggermente di quota in ambiente boscoso. Anche qui, le conifere sono miste alla faggeta, a creare un ambiente inaspettato sugli Aurunci. Si torna nuovamente all'aperto e si sale verso il Petrella, la cui vetta è ormai a portata di mano ed evidente, con il suo antennone. E' il Tetto degli Aurunci, quota 1533: la bellezza del paesaggio e del panorama sono impareggiabili, da un punto di vista che si apre a 360° tutt'intorno, quasi un volo d'uccello su questa ampia zona di Italia centro-meridionale.

L'anello però prosegue e, lungo il sentiero n. 963 diretto a Polleca, si raggiunge agevolmente e con lieve discesa la Forcella di Fossa Juanna. Per raggiungere la dolina più celebre e misteriosa del Parco, Fossa Juanna appunto, occorre effettuare una breve deviazione ed imboccare il sentiero n. 968 per Spigno Saturnia: dopo una radura, il cammino si tuffa in una fitta faggeta che digrada verso questa enorme dolina, completamente circondata dal bosco e al centro di leggende e fascinazioni popolari.

Tornando alla Forcella di Fossa Juanna, e riprendendo il sentiero n. 962, si rientra alla sorgente di Canale e da lì a Valliera.

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