Riserva Naturale Regionale
Lago di Vico
Geologia
L'attività vulcanica che ha dato origine all'attuale comprensorio vicano, tipico per la conformazione a forre, altipiani e dolci colline, è iniziata circa 800.000 anni fa e si è conclusa meno di 90.000 anni fa. Essa si è sviluppata da un vulcano centrale, il vulcano di Vico, impostatosi su una vasta area pianeggiante costituita da depositi argillosi. La parte sommitale è in seguito collassata andando a formare una caldera di sprofondamento, oggi occupata dal lago omonimo, dal fondo della quale successivamente si è costituito il vulcano di monte Venere. Il vulcano di Vico, a chimismo alcalino-potassico (tipico del territorio laziale), ha messo in posto ingenti quantità di materiale attraverso un'attività prevalentemente esplosiva violenta, caratterizzata dalla deposizione di coltri piroclastiche di ricaduta e di flusso (comunemente conosciute con il nome di tufo e pozzolane) e in parte effusiva con la deposizione di lave prevalentemente leucititiche definite così per la presenza di un minerale, la leucite. Questo minerale si presenta bianco-grigiastro, più o meno alterato, dalla forma sferoidale e dalle dimensioni centimetriche. In particolare l'attività vicana è stata suddivisa da vari autori in 4 fasi distinte:
- la prima fase di attività del vulcano di Vico è datata tra gli 800.000 e i 400.000 anni ed è caratterizzata dalla deposizione di piroclastiti di ricaduta (conosciute con il nome di "formazione di tufi stratificati varicolori"), costituti da cineriti, lapilli e pomici alternati a ingenti colate laviche.
- la seconda fase, compresa tra i 350.000 e i 200.000 anni fa, a carattere prevalentemente effusivo, porta alla costruzione dell'edificio vulcanico vero e proprio con l'emissione di lave a chimismo variabile, che nella serie dal basso (lave leucitiche) verso l'alto sono sempre meno ricche i silice (SiO2).
- la terza fase, compresa tra i 200.000 e i 150.000 anni fa, attraverso catastrofiche esplosioni simili a quelle del Vesuvio, porta alla deposizione di enormi spessori di piroclastiti che ricoprono quasi tutto il territorio del vulcano di Vico e sono quelle maggiormente in affioramento. Questa attività termina con il collasso della parte sommitale dell'edificio con la formazione della caldera di sprofondamento.
- la quarta fase, attiva fino a 95.000 anni fa, è caratterizzata dalla deposizione di prodotti piroclastici idromagmatici, in seguito a violente esplosioni dovute all'interazione del magma con l'acqua che nel frattempo si era depositata sul fondo della caldera a formare un primordiale bacino lacustre.
L'attività vicana si conclude con l'edificazione, nel settore NE della caldera, del cono lavico di monte Venere.