Monumento Naturale

Giardino di Ninfa

Giardino di Ninfa

Uomo e territorio

L'area protetta è una vera oasi di tranquillità ai margini della piana pontina, sempre più affollata di insediamenti e infrastrutture. E' anche l'avamposto dei Monti Lepini , il massiccio calcareo restrostante che assorbe dalle precipitazioni l'acqua che scaturisce dalle sue polle sorgive.

Ninfa sorge ai piedi delle prime alture dei Lepini, dove si ergono le rovine dell'antica città romana di Norba. Fondata secondo la leggenda da Ercole e a lungo importante centro dei Volsci, venne conquistata dai romani e mai più ricostruita. I suoi resti comprendono le mura imponenti, tracce di templi, capitelli e altri resti sparsi.

Quanto a Ninfa, chiamata anche "la Pompei medievale", si originò da un nucleo di poderi e crebbe d'importanza soprattutto ai tempi di Bonifacio VIII (nel Quattrocento). In seguito venne abbandonata per via delle continue epidemie di malaria. Ferdinand Gregorovius, che la visitò nel 1860, la descrive come "leggendaria città in rovina, con mura, chiese, torri, conventi e abitazioni affondate nella palude e sepolte da fitta edera". Da allora non è cambiato poi molto.

Tra i ruderi spiccano quelli della torre del Castello Caetani, alta trentadue metri ed eretta alla fine del Duecento, e il campanile della cattedrale di Santa Maria Maggiore con gli affreschi trecenteschi (ormai appena visibili) della vicina abside scoperchiata della chiesa. In parte restaurata dai Caetani dai primi del Novecento, nel corso dell'ultima guerra venne utilizzata dai tedeschi per il ricovero di munizioni e carri armati.