Monumento Naturale

Grotte di Falvaterra e Rio Obaco

Uomo e territorio in Monumento Naturale Grotte di Falvaterra e Rio Obaco

Uomo e territorio

L'area è stata utilizzata dall'uomo fin dai tempi più remoti. Meno di un chilometro dal monumento naturale è stato trovato uno dei resti più antichi in Europa dell'uomo legati al cranio di Argil, della specie Homo Cepranensis, risalente a circa 800.000 mila anni fa.

Oltre a materiali trovati all'interno delle Grotte, costituiti da oggetti in pietra e da asce e punte di frecce in bronzo, risalenti al II millennio a.C., sulle pendici dell'area protetta sono state rintracciate una serie di mura poligonali, in località Castellone, CostaMarione e Macerino, probabilmente facenti parti di un sistema fortificato e di controllo del fiume Sacco fino alla confluenza con il fiume Liri, poco distante dalla nostra area.

All'interno del Monumento Naturale, in una cava abbandonata riqualificata, è stata inaugurata nel maggio 2009, il Centro visite del luogo con creazione di un punto vendita di prodotti artigianali, museo speleologico ed ecomuseo in allestimento.

L'opera è stata curata dalla XVI Comunità Montana dei Monti Ausoni di Pico, grazie a finanziamenti ottenuti dalla Regione Lazio.

Al momento sono presenti dei pannelli illustrativi del complesso ipogeo, con immagini anche della parte più interna, reperti di tipo fossile, archeologico e geologico,pubblicazioni di settore ed un labirinto unicorsale ricostruito su un antico schema.