Collalto Sabino

Collalto Sabino (RI)

Il nome “Collalto” deriva da collis altus e ricorda la posizione dominante sulla Via Valeria e la Piana del Cavaliere, un tempo frontiera fra lo Stato Pontificio e il Regno Borbonico, oggi fra il Lazio e l’Abruzzo.

Capoluogo per molti secoli di un’importante baronia fra le valli dei fiumi Turano e Salto, posseduto tra il 600 e l’800 dai Barberini, Collalto è uno di quei luoghi in cui, forse più che in altri, si percepisce tangibilmente il senso dello scorrere del tempo e del fluire della storia. Una storia spesso “matrigna”, subita più che vissuta dalla gente di questa “terra di mezzo”. Tra i fatti più recenti figurano, ad esempio, i saccheggi e gli eccidi punitivi organizzati nel 1861 dai soldati borbonico – pontifici, aiutati dai briganti locali, appena dopo l’annessione plebiscitaria della Sabina al nascente Regno d’Italia.

Il paese è annoverato, a pieno titolo, fra i circa cento “borghi più belli d’Italia” e si presenta con le case in pietra raccolte attorno al maestoso Castello di Collalto Sabino .

Nel 1928 a Collalto, presso il medico e scienziato Attilio Staffa studioso dei raggi X, venne in cura Umberto Nobile, ferito ad una gamba nell’incidente del dirigibile Italia durante la trasvolata del polo nord e autore del drammatico diario di viaggio “La Tenda Rossa”.